🦋La Genziana🦋

Sto acquarellando una genziana. Parte di una piccola collezione che una donna, amante dei fiori montani mi ha chiesto di creare. Una costellazione di petali che parlano di silenzi, di vento freddo, di passi lenti tra i sassi. Mentre il pennello sfiora la carta, la genziana mi appare come un minuscolo portale alpino…un fiore che non si limita a esserci, ma è custode di misteri. 

La genziana è un frammento di cielo caduto a terra. Il suo blu è saturo, è un richiamo, una profondità che invita a chinarsi, a guardare dentro, come se nel cuore della corolla si nascondesse una goccia di notte. È figlia delle altitudini, e porta con se la la forza delle rocce che la proteggono.

C’è una curiosità che mi incanta; sa dialogare con la luce. Si apre e si chiude, assecondando il sole, rifuggendo l’umido. I montanari la osservavano come si fa con un oracolo discreto: se la genziana si richiudeva, il tempo stava per cambiare, pare che indovinasse i capricci del cielo meglio degli stessi pastori.

Profonda è anche la storia del suo nome. Si racconta che un re antico, Genzio, scoprì le virtù della sua radice amarissima, amaro che cura, che risveglia, che ricorda alle vene il ritmo del mondo. Da allora la radice di genziana è diventata elisir, rimedio, liquore montano; un sorso di terra e cielo mischiati insieme.

Mentre coloro la sua forma, mi accorgo che la genziana è più di un fiore è anche un carattere. È la prova che la bellezza può nascere dove l’inverno affila le stalattiti, dove la terra è scarsa di tutto, tranne che di verità. È una piccola lezione di resistenza poetica, fiorisci comunque, anche se il vento non ti promette gentilezza.

E così questo blu, che sembra quieto, porta in sé un’eco antica. La genziana ti  invita a scendere nel profondo e a lasciarti sorprendere dal segreto che ogni creatura tenace porta con sé.

Work in progress

La via nel bosco🦋🌲🌳

La via nel bosco

Tra una passione e l’altra, finisco sempre per perdermi tra i banchi polverosi dei mercatini dell’antiquariato. È un vizio lento e gentile, quello di cercare cornici. Mi piacciono quelle con i segni del tempo addosso, come le rughe che raccontano una storia. Di solito custodiscono,  ritagli di santi e madonne o damine in posa, piccoli reliquiari di devozioni dimenticate.

Questa volta, però, è stato diverso.

Tra una cornice dorata e l’altra, ne ho trovate due con dentro qualcosa che non mi aspettavo, due piccoli oli su cartone, datati 1939.

Il tempo li ha un po’ velati, ma basta uno sguardo per sentire che lì dentro c’era ancora vita, ancora respiro.

Uno dei due mi ha parlato subito  una via che si perde in un bosco, tra luci e ombre un’ esile figura segue quella via.

Non toglierò l’opera, non potrei. È come se mi avesse riconosciuta prima ancora che io riconoscessi lei. 

 Era lì ad aspettarmi, tra mille oggetti dimenticati.

Lo metterò  nel mio studio.

Quella via nel bosco respirerà con me, e sarà custode della quiete che cerco quando dipingo. L’arte, come la vita, non è mai solo creazione  è anche incontro, riconoscimento, gratitudine per ciò che resiste al tempo e continua a parlare.

I Racconti dell’Hedera – opere che raccontano. Presto anche su questo blog.

Ogni mio acquerello è un piccolo universo: nasce dal colore, ma vive davvero solo quando incontra una storia.
Per questo ogni opera è accompagnata da un racconto originale, scritto da me. Insieme formano un’unica esperienza… un frammento di poesia da custodire, leggere e guardare.

Chi acquista una mia opera non riceve soltanto un dipinto, ma anche la voce della storia che lo abita.

Puoi seguire il progetto e leggere i racconti su I Racconti dell’Hedera

© Umberta Ruffini, “I Racconti dell’ Hedera”. Tutti i diritti riservati.Ogni testo e acquerello è opera originale dell’autrice.Opera depositata e tutelata tramite Patamu (cod. deposito n. 272041)

“I Racconti dell’Hedera” arriveranno presto anche su questo blog!

✨🦋L’acquerello e il suo racconto.🦋✨

🪻Fiori montani…prossimi acquerelli 🦋

Tra le rocce e il cielo…sono piccoli, spesso invisibili a chi li vive , ma possiedono una forza che incanta sopravvivono al gelo, alla scarsità di terra, al vento tagliente.

Negli ultimi mesi ho cominciato a studiarli, non solo con gli occhi, ma con l’anima, perché diventeranno i protagonisti di una nuova serie di acquerelli. Una mia committente, appassionata di botanica e di montagna, li vuole nella sua nuova casa vuole circondarsi di quella fragile tenacia che solo i fiori d’altitudine sanno esprimere.

Ho iniziato a documentarmi: libri di botanica alpina, Pinterest , foto di escursionisti. Mi affascina la precisione dei nomi latini  Leontopodium alpinum, Gentiana verna, Rhododendron ferrugineum  e la poesia che nascondono. 

Dipingere un fiore di montagna significa catturarne non solo la forma, ma anche il respiro. Con l’acquerello, tutto è movimento… Ogni pennellata sarà un tentativo di tradurre la leggerezza dell’altitudine in colore.

La stella alpina, con la sua purezza vellutata, parla di coraggio.

La genziana, blu intenso, sembra custodire il segreto del cielo.

Il rododendro alpino accende il paesaggio con la sua fiamma rosata, un fuoco che resiste alla neve.

Sono questi i primi che sto studiando, e ognuno di loro mi racconta qualcosa sul modo in cui la bellezza può esistere anche nei luoghi più ostili.

In questa nuova serie di acquerelli cercherò di restituire la voce di quei fiori che vivono in silenzio, in alto, dove il mondo sembra più semplice e vero.

Radici salde e un po’ di cielo intorno.

Pixabay.com

🌹🌺Milzano in Fiore🌸🌷 – II Edizione, 5 Ottobre 2025

Il parco del Comune anche quest’anno si è trasformato in un giardino incantato. Le grandi piante, silenziose e maestose, sembravano respirare insieme a noi, mentre Milzano in Fiore apriva le sue porte alla seconda edizione, tra colori che danzavano nella luce di ottobre e profumi che parlavano di terra e di sogni, gli spaventapasseri che rallegravano il parco con la loro simpatia, le risate dei bimbi e dei grandi coinvolti con giochi antichi. Bolle di sapone si libravano nell’aria ottobrina.

Per il secondo anno ho avuto il privilegio di far parte di chi organizza questo piccolo miracolo, e per il secondo anno ho portato anche i miei acquerelli floreali… un gesto insolito per me, ma qui tutto sembra possibile, tutto trova il suo posto.

La giornata è stata un mosaico di incontri e sorrisi, di occhi curiosi e mani leggere che si posavano sulle storie raccontate dai miei lavori. Ogni sguardo, ogni parola, era un filo sottile che legava le persone all’arte e alla natura, un invito a fermarsi, respirare, guardare più da vicino.

Sono state giornate intense ma con il cuore colmo di colori e voci, con la certezza che la bellezza condivisa non si perde mai, rifiorisce, lenta e discreta, in ogni gesto gentile e in ogni incontro che ancora deve venire.

Tre quadretti home décor

Questi piccoli quadri nascono dal desiderio di portare un tocco di natura e delicatezza negli spazi quotidiani. Ho scelto come fondo il colore opaco e vellutato della gouache, che dona profondità e una sensazione morbida alla base. Per i dettagli in bianco mi sono affidata alle penne Gelly Roll della Sakura, perfette per tracciare linee sottili e luminose, come se i fiori si fossero posati con leggerezza sul colore.

Non le considero opere d’arte, ma piuttosto pezzi di home décor, piccoli frammenti decorativi che possono accompagnare e arricchire un angolo di casa, una libreria, una parete intima. La loro forza sta nella semplicità e nel fatto che sono originali, mai riproduzioni o stampe. Ogni quadretto ha il suo tratto unico, e chi lo porta con sé sa di avere tra le mani un piccolo oggetto irripetibile.

Ho pensato a questi lavori in occasione della seconda edizione dedicata ai fiori nel mio paese, un evento speciale a cui tengo molto e di cui faccio parte anche nell’organizzazione. È l’unico luogo in cui scelgo di presentarmi con uno stand, e per questo ho voluto creare qualcosa di accessibile e comprabile, che potesse essere alla portata di tutti senza perdere l’originalità e l’autenticità del fatto a mano.

Sono pensati per chi ama la delicatezza delle cose semplici, per chi crede che anche i dettagli più minuti possano cambiare l’atmosfera di una stanza.

Vi metto il link delle Gelly Roll https://amzn.to/46L5w15

Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

Condividi, commenta, iscriviti.

Puoi sostenere il mio percorso artistico abbonandoti. La tua donazione è un abbraccio silenzioso che dice: “Continua, ne vale la pena.” cliccando sul link qui sotto potrai sostenermi con una donazione decisa da te con PayPal

SOSTIENI LA MIA ARTE

Le mie opere sono disponibili per l’acquisto: per informazioni, scrivimi a ruffiniumberta@gmail.com

Nuovo dipinto “Poesia notturna”

“Poesia notturna”
Ecco il dipinto a gouache iniziato a primavera…è un piccolo giardino notturno che vibra di vita e poesia. Su uno sfondo scuro che esalta ogni dettaglio, sbocciano fiori dai petali morbidi e ondeggianti, soprattutto nei toni del rosa e del lilla. I petali ricordano tessuti leggeri mossi dal vento, con venature delicate ma piene di energia.

🎨Dipinto a gouache cm 50×50
Se pensi possa fare parte del tuo mondo , puoi richiederlo mandandomi un messaggio scrivendomi una mail a 📩ruffiniumberta@gmail.com

“Poesia notturna”, cm 50×50, gouache su tela

Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

Condividi, commenta, iscriviti.

Puoi sostenere il mio percorso artistico abbonandoti. La tua donazione è un abbraccio silenzioso che dice: “Continua, ne vale la pena.” cliccando sul link qui sotto potrai sostenermi con una donazione decisa da te con PayPal

SOSTIENI LA MIA ARTE

Le mie opere sono disponibili per l’acquisto: per informazioni, scrivimi a ruffiniumberta@gmail.com

✨Minny✨

Ci sono ritratti che nascono dalla mano, altri che nascono dall’anima. Minny…
Il suo sguardo grande e lucido racconta di fiducia e delicatezza, di quella tenerezza che solo gli animali sanno donarci senza riserve.

Nel ritrarla ho cercato di catturare non solo i suoi colori e le sue forme, ma soprattutto la sua presenza, quell’aria vivace e affettuosa che riempie lo spazio intorno a lei. La pelliccia dorata, accesa dalla luce, sembra quasi vibrare, mentre il bianco sul petto diventa simbolo di purezza e lealtà.

Un ritratto non è mai solo una somiglianza. È un ponte invisibile tra chi osserva e chi è rappresentato, un invito a percepire emozioni, ricordi e storie. Minny, con il suo musetto curioso e il corpo un po’ timido, è entrata nel mio foglio come fosse entrata nel mio cuore.

Ogni tratto è un atto d’amore, un tentativo di restituire la gioia che gli animali portano nelle nostre vite. Il ricordo di un’anima piccola e luminosa che ci rammenta quanto sia prezioso il legame con loro.

Minny, pastello cm 24×30

Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

Condividi, commenta, iscriviti.

Puoi sostenere il mio percorso artistico abbonandoti. La tua donazione è un abbraccio silenzioso che dice: “Continua, ne vale la pena.” cliccando sul link qui sotto potrai sostenermi con una donazione decisa da te con PayPal

SOSTIENI LA MIA ARTE

Le mie opere sono disponibili per l’acquisto: per informazioni, scrivimi a ruffiniumberta@gmail.com

Occhi di luna…

Sto lavorando su Minny, la prima commissione di settembre. Ha gli occhi di luna come la mia Linda…io li chiamo così 

Gli occhi dei cani non vedenti sembrano lune, sfere nebbiose con tocchi di blu, sospese, dove la luce non trova riflesso ma riposa, tranquilla e misteriosa.

Quelle “lune nel buio” portano con sé un messaggio anche senza visione, quegli sguardi raccontano storie di fiducia, esperienza e adattamento. Il loro paesaggio interiore è fatto di fiuto raffinato , affetto, presenza.

SOSTIENI LA MIA ARTE

Arriva settembre

Gli ultimi giorni di agosto…
Metto ordine tra i colori, sistemo la scrivania come fosse un piccolo altare, preparo lo spazio per ciò che verrà.

Settembre è già in attesa, con nuove commissioni da iniziare, idee da mettere sulla carta, il bisogno di dare forma a ciò che finora era solo nella mia testa.

C’è una dolcezza in questo momento sospeso…l’estate che sfuma, l’autunno che accenna il passo, io che mi preparo a entrare nel ritmo creativo…

Si comincia.

20×20 cm: il Ritratto e la scelta dell’essenziale

Chi mi segue da tempo sa che, dal 2017, realizzo ritratti di animali su commissione. Negli ultimi tre anni, però, questa cosa aveva iniziato a starmi stretta, procedevo in automatico mi stava svuotando, e così ho deciso di fermarmi quasi un anno, dedicandomi completamente agli acquerelli. Ora ho ripreso le commissioni, ma sento il bisogno di dare loro una nuova direzione, una svolta che renda ogni ritratto più autentico e vivo almeno per me…vi racconto la parte noiosa della situazione…

Fare l’artista su commissione , oggi, significa anche questo, accettare che il tuo lavoro venga vissuto come un menù.

Un menù infinito, come quello di certi ristoranti dove ci sono mille piatti elencati… eppure il cliente finisce sempre per chiedere “qualcos’altro”, qualcosa che non c’è scritto, è frustrante.

Così funziona anche con i ritratti: elenchi di misure, tecniche, tempistiche. Scrivi le informazioni con chiarezza, rispondi alle domande prima ancora che vengano poste. Ma poi ti accorgi che non basta. Perché i più non leggono, e se leggono, comunque ti chiedono di nuovo la stessa cosa. Devi spiegare e rispiegare, pazientemente, quasi come se fosse un rituale inevitabile.

E dentro questo rumore, io ho sentito il bisogno di semplificare. Certo fortunatamente ho anche i clienti ideali quelli che mi dicono “fai tu” ma parliamo di quelli che non capiscono una cippa lippa di colori, di posizioni ideali per ritrarre, e tra 10 foto perfette scelgono quella sfocatissima dove gli occhi sembrano due sassi neri e il pelo per qualche ragione inspiegabile vira al colore degli unicorni. E tu con la pazienza di Giobbe cerchi di dirigerli verso la foto migliore perché sai che accontentandoli ne andrebbe della tua reputazione.

Io, che amo i cambiamenti e mi annoio facilmente, ho scelto una via diversa per il 2026 un solo formato, 20×20 cm. Un solo soggetto: il Ritratto animale 

Perché 20×20 cm? Perché è la misura giusta, intima e decisa. Non dispersiva, non fragile. È uno spazio che basta a contenere l’essenziale: uno sguardo, un’anima, una presenza. Non serve altro.

Il mondo dell’arte personalizzata rischia spesso di diventare un catalogo infinito…scegli la misura, scegli la cornice, scegli lo sfondo, aggiungi questo, togli quello. Come se l’emozione fosse un “extra” da aggiungere al carrello. Io non voglio questo. Io voglio offrire un’esperienza chiara, pura, senza confusione così come era nata.

So che per molti è difficile da accettare. Perché siamo abituati ad avere sempre alternative, a pretendere “un po’ di più” pagando “un po’ di meno”. Ma il Ritratto non è una pizza gourmet da comporre a piacimento.

Ecco perché questa scelta è anche un manifesto:

Un solo formato: 20×20 cm, equilibrato e perfetto.

Un solo soggetto: il Ritratto, lo sguardo e l’anima.

Un solo intento: dare emozione, senza fronzoli, senza compromessi.

Perché l’arte, quando è vera, non deve distrarre con mille opzioni. Deve toccare, arrivare, restare.

Così, tra le richieste infinite e le domande ripetute, io scelgo la semplicità.

Scelgo un piccolo quadrato.

E in quei 20×20 cm c’è tutto ciò che conta davvero.

Grazie per aver accolto questo mio sfogo, perché alla fine è questo uno sfogo.

I racconti dell’Hedera✒️🖌️

C’è chi racconta storie, e chi diventa una storia.
Hedera è il mio alter ego, una voce che nasce da me e cresce come un rampicante, cercando luce e appoggio. Come l’edera, non si accontenta di restare al suolo, abbraccia muri, avvolge sogni, si insinua in crepe di ricordi e li trasforma in sentieri segreti.

*I Racconti dell’Hedera sono questo
piccoli mondi sospesi, frammenti tra realtà e fantasia. Sono storie che accompagnano i miei acquerelli.

Le sue parole sono radici che affondano in esperienze personali, ma anche foglie nuove che si aprono verso luoghi che forse non sono mai esistiti  o forse sì.

Scrivere come Hedera significa per me liberarmi da ciò che è “me” e allo stesso tempo ritrovarmi più intera. È dare voce a quella parte che ama le ombre delicate al tramonto, che sente un legame con le leggende dimenticate, che accarezza il passato senza nostalgia e il futuro senza fretta.
È un modo per lasciare che l’arte e la parola si fondano in un linguaggio che non ha paura di essere poetico.

Puoi leggere i racconti dell’Hedera seguendomi su Substack

Ecco il link

https://substack.com/@umbertaruffini

*Ho scelto il nome Hedera perché è la mia pianta preferita.
È sempre verde, anche quando il resto si spoglia.
È tenace, aggrappata alla vita con radici sottili ma ostinate.
Abbraccia i ruderi e li veste di bellezza, ricoprendo crepe, ferite e muri dimenticati.
Trasforma il brutto in qualcosa che ha poesia.

Hedera non ha bisogno di chiedere il permesso per crescere, trova la sua strada sempre tra pietra e ombra, si allunga verso la luce, resiste al vento e all’inverno.
Per me è un simbolo di forza silenziosa, di bellezza che non si arrende, di capacità di vedere possibilità là dove altri vedono soltanto rovine.

Questo nome significa ricordarmi ogni giorno di fare lo stesso…
resistere, trasformare, abbellire, crescere

Parlo di contorni…🖋️✒️

C’è un momento, nei miei acquerelli, in cui parla il tratto.

Da sempre, dopo l’acqua, amo tornare alla linea. Un gesto netto, deciso, che definisce ma senza  imprigionare. La scelta è sempre andata sulle Pigma Micron della Sakura, trattopen resistenti all’acqua, perfetti per contornare senza sbavature, per tracciare quei segni che tengono insieme la leggerezza del colore.

Ma ultimamente ho sentito il bisogno di qualcosa di più lento, più fisico, più antico.

Così ho acquistato un pennino, di quelli da intingere, con le punte intercambiabili… e un flaconcino  di inchiostro Winsor & Newton un color marrone torba.

Una tonalità profonda, terrosa, che sembra fatta apposta per raccontare cose dimenticate.

Contornare con il pennino non è solo un gesto tecnico. È un atto di meditazione. Chi mi segue sa come mi piace questo concetto.

Ogni tratteggio ti costringe a rallentare, ad ascoltare la carta, a respirare insieme al ritmo della mano.

Non puoi correre con un pennino. Ti costringe alla presenza, ti riporta a te, al qui e ora.

Il tratto non è più solo contorno. È tempo…disegnato.

E tu? Come definisci i tuoi margini? (Non mi riferisco solo artisticamente parlando) Se ti va scrivimelo nei commenti.

Ti lascio I link qui sotto dei prodotti che ho acquistato nel caso ti venisse un attacco d’arte e volessi provare.

https://amzn.to/3Ubu2Cw

https://amzn.to/3GUxFd9

https://amzn.to/4mmtGov

Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

Condividi, commenta, iscriviti.

Puoi sostenere il mio percorso artistico abbonandoti. La tua donazione è un abbraccio silenzioso che dice: “Continua, ne vale la pena.” cliccando sul link qui sotto potrai sostenermi con una donazione decisa da te con PayPal

Sostieni la mia arte

Le mie opere sono disponibili per l’acquisto: per informazioni, scrivimi a ruffiniumberta@gmail.com

Mi si è sbloccato un ricordo…

L’anima naif… dove tutto è cominciato, e dove tutto si è trasformato

C’è un tempo nella vita in cui l’arte non è tecnica, né mestiere, né ambizione. È solo una voce che ti chiama, e tu la segui, senza chiederti perché.

Per me, quella voce si chiamava pittura naif.

Da piccola mi appassionai profondamente a questo linguaggio così istintivo e autentico. Ricordo i puzzle della Ravensburger che costruivo con dedizione quasi religiosa tassello dopo tassello, prendevano forma dipinti naif, mondi pieni di colori piatti ma potenti, visioni semplici eppure rivelatrici. Ne avevo uno in particolare, un’opera di Henri Rousseau , il Doganiere, come lo chiamavano. Quella giungla surreale, i suoi animali immobili e intensi… mi stregavano. I miei mi comprarono anche dei quaderni.

Ma c’è un altro nome che, ancora più di Rousseau, ha lasciato un segno profondo nel mio sentire , Antonio Ligabue.

Ricordo ancora una serie tv dedicata a lui. Guardavo quei suoi animali selvaggi, gli occhi spalancati come ferite, il tratto rabbioso, istintivo, primordiale… e restavo senza fiato. Era un’arte che mi colpiva dritta nello stomaco.

Da adulta, quando riuscii finalmente a vedere una mostra con i suoi dipinti originali, provai la stessa identica sensazione: un pugno nello stomaco. E fu allora che iniziai anch’io a sperimentare quella pittura così viscerale.

La chiamano la pittura dei puri.

Una pittura che nasce dall’animo, non ha sovrastrutture, non cerca il consenso. È ciò che sei, messo a nudo su una tela.

E io amavo tutto ciò, profondamente. Mi sentivo parte di quel mondo.

Partecipai anche a diverse mostre. Ricordo con tenerezza e gratitudine la collettiva nella chiesa di Santa Marta, a Varenna, in occasione del Premio Internazionale Varenna Pierantonio Cavalli, dedicato proprio agli artisti naif. Un luogo incantato, dove le emozioni si amplificavano tra pietra e silenzio, lo ricordo con gratitudine perché ad invitarmi fu un grande di quel mondo il Maestro Giuliano Zoppi, scomparso qualche anno fa.

Ma, col tempo, qualcosa dentro di me cominciò a incrinarsi.

Sentivo che, pur volendo dipingere così, con quell’urgenza pura e spontanea, non ero più completamente “naif”. Avevo delle basi di disegno, le mie conoscenze tecniche aumentavano, una continua ricerca alcune volte porta a snaturarsi…

E allora cominciai a sentirmi in bilico. Come se stessi mentendo. A chi mi offriva l’opportunità di esporre, ma soprattutto a me stessa.

La pittura naif non si imita. O la vivi, o la tradisci.

Così, con rammarico ma anche con lucidità, pian piano l’ho lasciata.

Ma non se n’è mai andata del tutto.

Perché quell’anima, quella parte di me  è ancora viva.

Non si e spente . Si è solo trasforma.

Era 2015  il mio dipinto “Dolce sguardo di tigre”

🦋Se quello che hai visto o letto ti ha emozionato, puoi aiutarmi a continuare a farlo. La tua donazione è un abbraccio silenzioso che dice: “Continua, ne vale la pena.”🦋 cliccando sul link qui sotto potrai sostenermi con una donazione decisa da te con PayPal

  SOSTIENI LA MIA ARTE

Sono anche su Substack 🖊️🖌️📌

Da un po’ di tempo sentivo il bisogno di uno spazio nuovo. Non per abbandonare questo blog, che resta casa, ma per affiancargli qualcosa in più…Così ho deciso di provare Substack.

Substack è una piattaforma dedicata alla scrittura, abbastanza semplice da usare e pensata per creare una relazione diretta con i lettori. Non ci sono algoritmi, pubblicità, né distrazioni. Si scrive, si pubblica, e ciò che si crea arriva direttamente nella casella email di chi ha scelto di seguirti.

Puoi iscriverti qui https://substack.com/@umbertaruffini

È pensato soprattutto per chi ha voglia di raccontare, condividere pensieri, visioni, storie. E per chi vuole farlo in un modo più libero, senza le dinamiche dei social, anche se i profili li ricordano abbastanza. Si può decidere se tenere tutto gratuito, oppure attivare abbonamenti a pagamento, con la possibilità di sostenere economicamente il lavoro di scrittori, artisti, pensatori, persone che credono nella forza delle parole.

 Si scrive in un editor pulito, essenziale. Si possono caricare immagini, video, audio, persino podcast. Tutto senza dover pensare troppo alla “forma”, ma concentrandosi sul contenuto. 

 Non ho alcuna intenzione di mollare questo blog, anzi continuerà a essere il mio spazio aperto, la mia galleria di parole e immagini.

Anche a voi piace sperimentare nuove piattaforme? Se ne conoscete altre scrivetemi nei commenti.

https://substack.com/@umbertaruffini

🦋La farfalla dal volo veloce🦋

La farfalla dal volo veloce 

Ho aggiunto alla composizione  una Polyommatus icarus la farfalla dal volo veloce , chiamata anche Icaro.

Un frammento d’azzurro che sfida il cielo , una presenza lieve in natura , ma a cui ho voluto dare un “peso” nel dipinto… anche le anime più piccole , quando osservate con attenzione , raccontano storie incredibili.

Dipingo per ricordarmi che l’incanto si nasconde nei dettagli…Non solo quelli visibili , ma anche quelli che si percepiscono tra le pieghe del sentire.

A volte basta una farfalla per cambiare il respiro di un’opera…o di un giorno intero.

Mi trovate su Facebook e su Instagram cercate Umberta Ruffini

Parlo di…pennelli🖌️🖌️🖌️

Ti piacerebbe iniziare a dipingere? Ti lascio due dritte

C’è un momento, prima che il colore tocchi il foglio, in cui tutto si ferma. Hai davanti l’acqua, la carta, la tavolozza. Ma se il pennello non è quello giusto, anche il gesto più ispirato si sgonfia, cade, si perde.

Il pennello per l’acquarello non è un banale strumento da “comprare a caso”. È una bacchetta sottile, che tra le dita diventa prolungamento della tua intenzione. Quando è quello giusto, lo senti subito, asseconda il movimento, trattiene la giusta quantità d’acqua, si stringe in punta quando serve definizione e si apre come un ventaglio nei lavaggi ampi. Quando non lo è, ti ostacola. Ti rallenta. Ti tradisce.

Non serve averne tanti. Ne bastano pochi, ma scelti con cuore e criterio. Pennelli che durano, che rispondono bene ai tuoi tocchi più lievi o decisi, che non si spampanano dopo tre stese d’acqua. La qualità non è un vezzo da professionisti snob, è rispetto per il tuo tempo, per il tuo lavoro, per la bellezza che vuoi creare.

E quando parlo di qualità, non parlo solo di prezzo o marchio famoso. Parlo della coerenza tra quello che vuoi ottenere e quello che il pennello sa darti. C’è chi ama le punte rigide e scattanti, chi le setole morbide. C’è chi si trova meglio con i sintetici, etici, pratici, sorprendentemente validi (I miei preferiti) e chi non riesce a staccarsi dalla delicatezza dei pennelli naturali.

Il punto è: conosci il tuo pennello. Provalo. Ascoltalo. Scopri cosa fa bene e cosa no. E poi scegli: uno per i dettagli, uno per stendere cieli, uno che fa un po’ tutto  ma che lo fa bene.

Non ti serve altro. Il resto è spreco, rumore, confusione da cassetto, ci sono passata. 

E… non è sempre questione di spendere cifre astronomiche. Fortunatamente, esistono anche pennelli con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che non svuotano il portafoglio ma fanno il loro dovere  e lo fanno pure bene. Sono piccole sorprese, spesso firmate da marchi meno noti o da linee “studenti” ben progettate. Certo, i grandi marchi garantiscono eccellenza e affidabilità, e se un giorno vuoi concederti quel “pennello da sogno”, fallo pure. Ma non è obbligatorio né per iniziare, né per crescere.

L’unica vera regola è provare. Toccare, testare, sentire come reagisce sulla carta, come trattiene il colore, come si comporta sotto la pressione del gesto. Ci sono pennelli che costano poco ma sembrano nati per la tua mano. E altri, costosissimi, che non ti danno quel feeling.

Personalmente di pennelli ne ho provati tanti costosi e meno costosi. In questo momento per l’acquerello sto utilizzando dei pennelli bombasino, hanno la particolarità di avere un buon serbatoio che serve per trattenere acqua, e una buona punta, sono sintetici, misura 2,5,8. Personalmente utilizzo il due e il cinque, il numero 8 è praticamente nuovo. 

Metto il link qui li puoi trovare senza vendere un rene  https://amzn.to/46104Z7

🦋Estate in pausa…quando i pennelli riposano🦋

C’è un momento, ogni anno, in cui i colori sembrano addormentarsi.

Succede spesso d’estate. I pennelli restano fermi, l’acqua nei barattoli evapora piano, e le mani sono impegnate in altri lavori. 

Non è tristezza. Non è mancanza. È una specie di respiro lungo.

In questi giorni non sto dipingendo molto. Non sto acquarellando, e la gouache se ne sta tranquilla nei suoi tubetti. Il caldo rallenta tutto,  anche il desiderio di mettersi lì, concentrati, dentro un gesto.

E non è che manchino le ispirazioni. Ce ne sono, sparse, leggere, come semi trasportati dal vento. Solo… non attecchiscono subito. E va bene così.

In realtà, qualcosa si muove lo stesso. Sto sistemando alcuni acquerelli che andranno alla mostra Milzano in Fiore (che già solo a dirlo, profuma di bellezza e quiete ottobrina ), attendo le cornici giuste, come si aspetta il tocco finale su un abito cucito a mano.

Anche questo è parte del processo. Un quadro che aspetta di essere appeso ha dentro tutta la sua storia, anche se il pennello l’ho posato da un po’.

La verità è che ogni artista ha le sue stagioni interiori.

L’estate, per me, è spesso una stagione più silenziosa.

Le mani si fermano, ma gli occhi continuano a guardare.

Il cuore si riposa, ma l’anima… accumula.

E poi, diciamolo, l’estate è piena di luce, di voci… 

E nel mio caso, piena soprattutto di animali e tante cose da fare, pali da cambiare, reti da controllare, tettoie da sistemare  prima che arrivi la brutta stagione… orto e piante da abbeverare, per fortuna che ho un marito con le stessa passione per gli animali ahahah

Chi ha animali lo sa l’estate non diventa per tutti sinonimo di vacanze

Forse è anche per questo che l’arte si mette in disparte: perché la vita, quella viva, prende tutta la scena.

E l’inverno, invece, ha qualcosa di più raccolto. È più accogliente per l’arte, più silenzioso, io lo amo.

È come se dicesse: “Vieni, siediti. Dipingi.”

E allora mi concedo questa pausa, senza colpa, senza fretta.

Perché so che tornerà  quella voglia di “sporcare” la carta, di mescolare pigmenti, di ascoltare il rumore morbido dell’acqua sul pennello.

Nel frattempo, ti racconto anche questo.

Perché creare non è solo produrre, è anche attendere…respirare…vivere.

E forse, proprio in questi momenti in cui sembra non accadere nulla, si sta preparando qualcosa di nuovo.

Conor e Lita
Lita
Gli innominati
Camelia
Il mio mondo fiorito
La Remina
La Conor farm
Le mie rose
Io e Lita
Gedeone
Linda
Frida
Ligabue

🦋 Parlo di cornici 🦋

C’è stato un tempo in cui non avevo mai pensato di incorniciare i miei acquerelli per la vendita. 

Li osservavo nascere sul foglio, vivi e vibranti, e mi bastava così. Erano opere nude, sincere, libere.

Ma col tempo qualcosa è cambiato.

Non dentro i miei colori, ma nel mio sguardo.

Mi sono accorta che un dipinto, anche il più semplice, cambia respiro quando lo accogli in una cornice. Diventa un messaggio, un regalo, un piccolo mondo che si offre completo a chi lo osserva.

La cornice non è solo contorno… è un gesto di cura.

È dire al mio lavoro “sei finito, sei pronto, vai nel mondo”.

All’inizio mi sembrava quasi di tradirli, i miei acquerelli.

Temevo di metterli in gabbia, di bloccare quel senso di libertà che amo, e che volevo avesse chi compra un mio lavoro, scegliere la cornice più adatta alla propria casa. 

Ma poi ho capito che li stavo onorando. Una bella cornice non ruba spazio…lo definisce. Non impone… accompagna.

Così, oggi, quando decido di offrire un mio dipinto, spesso lo propongo già incorniciato.

Perché chi lo riceve possa sentirne il peso giusto, la presenza intera.

Perché sia pronto a diventare parte di una casa, di un angolo del cuore.

Ho cominciato a guardarle ovunque: nei mercatini dell’usato, nei negozi d’antiquariato, persino online in siti dove si respirano atmosfere d’altri tempi. Lo stile che mi incanta più di tutti? Il Liberty, e le cornici in ottone con il vetro bombato che andavano tanto negli anni 50/60 con ispirazione al periodo vittoriano. Quelle linee sinuose, eleganti, floreali… sono come un abbraccio gentile attorno a un’opera d’arte.

Ogni tanto trovo una cornice vintage che sembra fatta apposta per un mio acquerello, e quando succede è una piccola magia. Ma non sempre si può aspettare il mercatino giusto o trovare il pezzo raro. Così, per esigenze pratiche e anche per offrire una soluzione accessibile a chi ama i miei lavori  cerco anche su siti web.

Ho trovato alcune cornici semplici ma eleganti, con un buon rapporto qualità prezzo, che si adattano bene al mio stile e alla delicatezza dei miei acquerelli.

Sono una via di mezzo tra estetica e funzionalità. Un compromesso, sì, ma scelto con cura.

Se ti va di dare uno sguardo alle cornici che ho usato negli ultimi lavori, qui trovi il link https://amzn.to/4lhdJji

🖇️ Una piccola precisazione sui link che trovi nei miei articoli

Il link che condivido è solo ed esclusivamente relativo a  prodotti che ho acquistato personalmente, che uso nei miei lavori e che mi piacciono davvero.

Non è una sponsorizzazione, ma è un affiliazione 

Nessuno mi ha chiesto di parlarne. 

Preferisco restare  fedele e libera nel scegliere quello che amo, piuttosto che promuovere qualcosa solo per convenienza.

Quindi se clicchi e scegli di acquistarlo, lo fai sapendo che è una scelta che nasce dall’esperienza vera.

E magari può essere utile anche a te, come lo è stato per me.

Cornice acquistata su Amazon
Cornici originali Liberty
Cornici originali anni 50/60

Un nuovo amore: la gouache

Quest’anno, tra un petalo d’acquerello e un manto animale a pastello, ho fatto un incontro che mi ha accesa dentro: la gouache.
Un nome che avevo sentito sussurrare tra le pagine di libri d’arte, ma che non avevo mai davvero invitato nel mio studio…finché, in un giorno qualunque, ho deciso di provarla. Ho già parlato di questi colori in modo più tecnico puoi trovare qui l’articolo 🌸Nuove creazioni in arrivo🌸

Ma ora permettetemi un po’ di poesia nel raccontarla.

L’ho stesa timidamente sulla carta per acquerello, e subito ho sentito una vibrazione diversa. Il colore è opaco ma vivo, vellutato ma deciso, come un sussurro che sa imporsi. Nessuna trasparenza eterea come nell’acquerello, ma una profondità morbida, quasi da sogno.

E poi, l’esperimento: ho osato la tela.
Da pittrice abituata alla sontuosità dell’olio, mi aspettavo di rimanere un po’ delusa… invece mi sono ritrovata a bocca aperta. La gouache, su tela, ha preso il suo spazio con una voce sorprendentemente forte. Coprente, densa ma elegante, quasi teatrale.
È stato come scoprire una nuova lingua per esprimere la stessa anima.

Dipingo da tempo, ma certe scoperte , come certi amori arrivano quando meno te l’aspetti. E quando accadono, ti aprono porte che non sapevi di voler varcare.

Sto usando una selezione di colori che mi stanno dando grandi soddisfazioni, sia per resa che per luminosità. Inserirò il link diretto ai colori che sto utilizzando, così potrete provarli anche voi, se volete lasciarvi tentare da questa magia opaca e cremosa.

Intanto continuo a sperimentare, a lasciarmi guidare da questa nuova voce, un po’ ribelle, un po’ misteriosa.
Perché l’arte è anche questo: lasciarsi stupire, ogni volta, come fosse la prima.

I primi colori che ho deciso di provare, un po’ d’impulso, lo ammetto, sono stati quelli della Mont Marte. Li ho scelti quasi alla cieca, tra pareri discordanti e recensioni contrastanti… Ma sapete com’è: a volte è il cuore a guidare la mano, e stavolta ha fatto centro. Vi lascio il Link, li potete trovare su Amazon https://amzn.to/403jmJs

Work in progress…

Iris in progress 🌱


Sto letteralmente adorando la gouache, non è trasparente come l’acquerello, né severa come l’olio. È un abbraccio deciso. 
Dipingere con la gouache è come dar voce a ciò che non si dice. Pigmenti che si mescolano all’acqua e al silenzio , alla pazienza e a quel filo d’inquietudine che a volte, mi accompagna.
Ogni pennellata placa un pensiero…

Ogni petalo che nasce è un piccolo equilibrio ritrovato.

Gli iris sbocciano sulla tela ,fragili e fieri, antichi e misteriosi.
Portano con sé qualcosa di sacro,come se raccontassero storie che la voce non osa pronunciare.

E mentre dipingo…mi ascolto.

Banane e sedie…

Ultima notizia un turista si siede su un istallazione artistica ricoperta di Swarovski e la rompe, lasciamo da parte per un attimo il gesto ovviamente stupido e privo di rispetto…parliamo di una sedia ricoperta di Swarovski. La notizia in questione ha suscitato parecchia ilarità.

Il mio pensiero in breve

Se metti una banana la mangeranno ,se metti una sedia si siederanno … se metti un Caravaggio lo ammireranno. Ogni cosa ha il suo destino ,una banana si mangia,una sedia si usa,
un Caravaggio… si contempla. Punto

L’ arte contemporanea, in certi suoi aspetti più mediatici o concettuali estremi, ha perso la forza dirompente che aveva quando le provocazioni erano davvero delle rotture.

La banana di Cattelan o le sedie di Ai Weiwei funzionano spesso più come meme culturali che come opere capaci di cambiare davvero lo sguardo. Sono strumenti di marketing artistico, spesso destinati a far parlare ma non sempre a far  pensare.

Fontana che taglia una tela nel 1958, o Manzoni che inscatola la propria “merda” nel ’61, lo facevano in un contesto dove nessuno aveva osato tanto. Era scioccante, era rischioso, era provocatorio, costringeva a ripensare l’idea stessa di arte.

Oggi, invece, molte “provocazioni” sembrano autocompiacenti: non sfidano più l’autorità o l’istituzione, ne fanno parte. In molti casi sembrano prodotte apposta per generare scandalo virale, non riflessione.

Questo però non significa che tutta l’arte contemporanea sia vuota o “una presa per i fondelli”. Esistono ancora artisti , spesso lontani dai riflettori  che creano opere radicali, toccanti, politiche, intime, sincere. Solo che fanno meno rumore. Il sistema premia la superficie e la spettacolarizzazione.

Ma quando la trasgressione diventa prevedibile, non è più trasgressione.

Turisti danneggiano un’opera a Palazzo Maffei per un selfie: rotta la celebre sedia Van Gogh (fatta di cristalli Swaroski)

Foto presa dal web

✨Piccole gouache✨

“Nel cuore del bosco, la bellezza si cela nei contrasti: tra il fiore che nasce e quello che sfiorisce.”

Piccole gouache originali che ritraggono tre protagonisti silenziosi del sottobosco, una carota selvatica leggera come un merletto, un mughetto che profuma di fiabe e un fiore che sta appassendo, fragile ma pieno di significato.

Le piccole opere che ho dipinto  sono custodite in una vecchia cornice multipla in metallo , con vetri bombati arrivati intatti fino ad ora.

Tutte le opere proposte su questo sito sono pezzi unici, originali e realizzate a mano, questa insieme ad altre le puoi trovare qui Sfumature Retro

Sfumature Rétro

Da oggi potrai acquistare le mie opere originali  ispirate dalla natura anche  su questo sito      SfumatureRetro  

Nella mia piccola galleria online troverai illustrazioni e opere originali, realizzate a mano con acquerelli e gouache, dove ogni colore racconta un’emozione e ogni pennellata custodisce un frammento di poesia.

Non troverai mai stampe: ogni pezzo è unico e irripetibile, nato da un momento preciso, da un respiro, da una luce particolare.

Alcune opere saranno già incorniciate, pronte per trovare casa. Amo abbinare alle mie creazioni sia cornici nuove , ma anche cornici d’altri tempi, recuperate e scelte con cura, per dare loro una seconda vita e un nuovo incanto.

Ogni opera ha una sua storia segreta, un suo silenzio da ascoltare, un suo tempo sospeso. Non sono semplici quadri, ma piccoli universi dove rifugiarsi, anche solo per un istante.

“Cloe” 🐾🐕

Ho terminato il ritratto di Cloe🤗

Una cucciolona dolcissima, adottata da poco dalla sua nuova famiglia umana. I suoi occhi raccontano già una storia fatta di fiducia, affetto e nuovi inizi.

È sempre un’emozione dare forma a questi legami speciali con i miei pastelli: ogni ritratto è un piccolo omaggio all’amore che ci unisce agli animali.

Benvenuta Cloe, sei già tanto amata!💗🐾

Cloe, pastello cm 24×30

“Fiore di Tarassaco”

Stanotte ho sognato un fiore di tarassaco.

È apparso come un piccolo sole silenzioso, fluttuante nel buio del sogno. Mi ha parlato con il linguaggio dei semi: leggero, libero, antico.

Al risveglio ho preso i colori e l’ho dipinto, come si cattura un incantesimo prima che svanisca.
Ora questo tarassaco non è solo un fiore: è un messaggio sussurrato dalla natura, un desiderio custodito tra petali d’oro.

Chi sa ascoltare i sogni… può dipingere la magia.

“Fiore di Tarassaco” tecnica gouache

🐾Meo🐾

Oggi voglio presentarvi Meo. Un micio davvero speciale, che purtroppo non è più con la sua amica umana, ma che ha lasciato un’impronta profonda e piena di amore.

Meo parlava, sì… nel suo modo tutto felino ma chiarissimo. Aveva lo sguardo intelligente di chi sa ascoltare e rispondere, e sapeva persino dare il cinque con la zampa! Un piccolo gesto che dice tanto del suo carattere affettuoso e giocoso.

La sua umana me ne ha parlato con una dolcezza che mi ha commossa. Così ho deciso di ritrarlo proprio lì, sul suo divano preferito, dove si sentiva a casa e al sicuro. Un modo per rendergli omaggio, per fermare su carta quella presenza così viva.

Quando ritraggo animali che non ci sono più, sento sempre una responsabilità speciale: raccontare con i colori un amore che continua a vivere.

Ciao Meo, resterai sempre nei ricordi e nel cuore di chi ti ha amato.

“Meo” , pastelli cm 24×30

L’ape regina 👑

Quando la passione incontra l’arte: le mie cornici vintage e l’ape regina

Non avrei mai immaginato che una mia passione così personale potesse incontrare tanto entusiasmo. Amo girovagare per mercatini, aste online, perdermi tra oggetti dimenticati e… scovare vecchie cornici, ciascuna con la propria storia, i propri graffi del tempo, le sfumature del passato. Ho deciso di dare una nuova vita a questi piccoli tesori, incorniciando i miei acquerelli e i miei dipinti a gouache.

Così è nata l’idea di unire la mia arte al fascino delle cornici vintage. Non solo per una questione estetica, anche se l’effetto finale ha una poesia tutta sua  ma perché sentivo che quei dipinti meritavano un abbraccio speciale, unico, come lo è ogni pezzo che creo.

Tra le ultime opere nate così, c’è l’ape regina, realizzata a gouache. Una figura forte e delicata allo stesso tempo, simbolo di natura, femminilità e potere silenzioso. L’ho incorniciata con una cornice trovata in un mercatino, una di quelle che mi ha subito chiamata tra mille. E il risultato… ha emozionato non solo me. Ha avuto un riscontro che non mi aspettavo: l’ape regina ha già trovato casa.

Questo piccolo esperimento , che più che altro era un gesto d’amore mi ha fatto capire che quando si mette il cuore in quello che si fa , le persone lo percepiscono. E che forse , ogni mia futura opera avrà il suo vestito speciale: una cornice che le dia voce anche nel silenzio.

L’ape regina dipinta con gouache

Attivismo quotidiano…

Attivismo quotidiano: quando l’arte diventa voce per ciò in cui crediamo

Spesso quando sentiamo la parola attivismo pensiamo a manifestazioni, grandi campagne, discorsi pubblici o gesti clamorosi. Ma l’attivismo può essere anche silenzioso, quotidiano, e profondamente personale. Non serve fare rumore per fare la differenza ma serve fare. 

Io ho scelto di usare l’arte. È il mio modo di comunicare ciò in cui credo: il rispetto per l’ambiente, per gli animali e per tutti gli esseri viventi.

Ogni soggetto che dipingo, ogni scelta di colore, ogni dettaglio nasce da un’intenzione. Non sono semplici immagini decorative: sono piccoli messaggi, emozioni che parlano di natura, di armonia, di cura.

Credo profondamente che la bellezza possa educare. Che osservare un animale ritratto con dolcezza, o un fiore dipinto con attenzione, possa risvegliare sensibilità. Che un’opera originale possa toccare corde interiori molto più a fondo di mille parole.

L’arte è il mio attivismo.

Non serve essere perfetti, né eroi. Basta iniziare da quello che sappiamo fare, con sincerità. Se ognuno di noi mette un pezzetto del proprio talento al servizio di un valore, quel valore si diffonderà.

E tu in quale modo fai sentire la tua voce e per cosa? 

Solo originali…

Solo originali: perché ho scelto di dire addio alle stampe

Nel mondo dell’arte, la possibilità di riprodurre un’opera su vari supporti è una tentazione forte. La stampa offre visibilità, accessibilità e, sulla carta, un’ampia diffusione. Per un po’, anch’io ho seguito questa strada, rendendo disponibili le mie opere su siti che offrivano stampe su carta, tela e altri materiali.

Ma qualcosa non mi convinceva del tutto.

Col tempo, ho capito che il cuore del mio lavoro deve essere l’unicità. Non è solo il risultato finale a contare, ma anche il percorso che porta a quell’opera: il tempo dedicato, la scelta dei materiali, le emozioni che traduco sulla carta.

Le stampe, per quanto ben fatte, non possono restituire la profondità del colore, la delicatezza della texture, la leggerezza di una sfumatura che solo l’originale possiede. Il contatto diretto con la materia pittorica è parte integrante dell’esperienza artistica, ed è proprio questa esperienza che voglio trasmettere a chi sceglie le mie opere.

Inoltre, nel tempo ho visto che la riproduzione in serie  toglie valore al lavoro. Un’opera unica ha un’anima, una storia irripetibile che si perde quando viene moltiplicata all’infinito. Per questo motivo, ho deciso di abbandonare le piattaforme che offrivano stampe delle mie creazioni e concentrarmi esclusivamente su pezzi unici.

Chi acquista un mio lavoro sa di avere tra le mani qualcosa di speciale, un pezzo d’arte che esiste solo in quella forma e che porterà con sé tutta l’energia e la passione che metto nel creare. Ed io sarò sicura che il mio lavoro sarà desiderato e apprezzato veramente.

Questo è il valore dell’originale: un legame autentico tra artista e collezionista, senza filtri, senza riproduzioni, solo arte nella sua essenza più pura.

Foto Pixabay

🐾Mandarino🐾: un ritratto a pastello di dolcezza e affetto

Ci sono gatti che non conquistano solo per la loro bellezza, ma anche per il loro carattere speciale. Mandarino è uno di questi: il suo manto dai toni caldi richiama i colori del frutto da cui prende il nome, ma è il suo animo dolce e affettuoso a renderlo davvero unico.

Nel ritratto realizzato a pastello, ho voluto catturare non solo la sua eleganza felina, ma anche la sua bontà, raccontata dalla sua amica umana. 

 Lo sguardo di Mandarino, profondo e luminoso, racconta la storia di un gatto amato e amorevole, un compagno fedele che riempie le giornate della sua amica umana con la sua presenza rassicurante.

La tecnica del pastello mi permette di esaltare la morbidezza del suo pelo, creando sfumature delicate che restituiscono la sua naturale dolcezza.

Mandarino non è solo un soggetto, ma un’anima da raccontare attraverso il colore. Questo ritratto è un omaggio alla sua presenza speciale, un modo per rendere eterno l’amore che lo lega alla sua famiglia.

🐾Nina🐾Uno Sguardo da Rockstar

Ci sono ritratti che raccontano più di un volto: narrano un’anima. Quando ho iniziato a lavorare al ritratto di Nina, sapevo che non sarebbe stata una semplice rappresentazione di una gatta dal pelo candido. C’era qualcosa di speciale in lei, un dettaglio che rendeva il suo sguardo magnetico e unico: i suoi occhi, diversi tra loro, proprio come quelli di David Bowie.

Nina ha un occhio azzurro e uno ambrato, una caratteristica rara che la rende un vero gioiello della natura. Questo contrasto non è solo estetico, ma racconta una storia di unicità e fascino. 

Nel suo ritratto ho voluto enfatizzare questo dettaglio, utilizzando i pastelli per catturare la delicatezza del suo manto e la profondità del suo sguardo. Ho lavorato con pazienza sulle sfumature del bianco, evitando che risultasse piatto o anonimo. Il bianco, in realtà, è dato da una somma di colori che si mescolano per dare volume e luce.

Gli occhi di Nina sono stati la parte più affascinante del processo. Non volevo solo riprodurre i loro colori, ma anche il loro spirito: uno sguardo dolce e fiero allo stesso tempo, capace di catturare l’attenzione come una melodia che non si dimentica.

Ogni ritratto è un piccolo viaggio. Con Nina, è stato come immergersi in una canzone di Bowie: un mix di eleganza, mistero e poesia. Un’opera che celebra la bellezza delle differenze, perché è proprio in esse che risiede il vero incanto.

🌸Nuove creazioni in arrivo🌸

Sto realizzando cartellette dipinte a mano a *gouache , perfette per custodire documenti, disegni o lettere speciali con un tocco artistico e unico. Ogni cartelletta è un piccolo pezzo d’arte, ispirato alla natura e dipinto con cura per rendere anche l’oggetto più semplice qualcosa di straordinario.

La gouache è una pittura a tempera a base d’acqua che contiene pigmenti, gomma arabica (lo stesso legante dell’acquerello) e un elemento opacizzante, solitamente bianco di zinco o bianco di titanio. Questa composizione le conferisce:

🍀 Alta coprenza: A differenza dell’acquerello, che è trasparente, la gouache permette di coprire completamente lo strato sottostante.
🍀Effetto vellutato e opaco: Una volta asciutta, la pittura risulta uniforme e senza riflessi, ideale per illustrazioni, lettering e decorazioni.
🍀Facilità di riattivazione: Come l’acquerello, può essere reidratata con acqua anche dopo l’asciugatura.

Si tende a confondere la gouache con la tempera ma non sono esattamente la stessa cosa.

La tempera è più resistente all’acqua una volta asciutta e può avere una finitura più granulosa o gessosa. Tradizionalmente veniva realizzata con leganti come l’uovo (tempera all’uovo) ed è stata usata in pittura per secoli, soprattutto in affreschi e opere classiche.

In pratica, la gouache è più versatile perché permette di correggere e sovrapporre i colori con facilità, mentre la tempera è più definitiva e meno fluida nella stesura.

Perché Scegliere la gouache?

Se ami la pittura e vuoi un medium versatile, la gouache è ideale perché permette di:
🌸Creare effetti coprenti senza perdere la freschezza dell’acquerello
🌸Correggere facilmente (basta riattivarla con acqua)
🌸 Avere un finish vellutato ed elegante

La gouache è una tecnica affascinante che merita di essere sperimentata. Se vuoi vedere come la utilizzo per decorare le mie cartellette a mano, seguimi nel mio percorso artistico!

Work in progress dipinto a gouache su cartelletta

WORK IN PROGRESS 🌸NINA🌸

Ci sono soggetti che, appena li vedi, ti catturano con il loro fascino unico. Nina è uno di questi. Una gatta dal pelo candido come la neve e con due occhi di colore diverso, uno azzurro e uno ambrato. Uno sguardo magnetico, intenso, quasi ipnotico. Quando il suo umano mi ha chiesto di ritrarla, ho capito subito che sarebbe stata una sfida affascinante.

L’eterocromia è una caratteristica rara e affascinante: in natura, è comune nei gatti bianchi e conferisce loro un’aria quasi fiabesca. Nel caso di Nina, il contrasto tra il blu e l’ambra dei suoi occhi aggiunge ancora più profondità alla sua espressione. Riprodurre questa magia su carta, con i pastelli sarà il cuore del mio lavoro

Aspettando la primavera…

Fuori piove. Il cielo è grigio, le pozzanghere tremano sotto le gocce insistenti, e l’aria profuma di terra bagnata. La primavera sembra lontana…

Eppure, sulla mia carta, i papaveri sbocciano già. Li traccio con l’inchiostro, come se potessi anticipare il tempo, come se ogni linea potesse convincere il sole a tornare. Fragili, sottili, neri come ombre in attesa di colore.

Forse è così che si invita la primavera… immaginandola prima che arrivi.🌸🌸🌸🌸

2025 l’anno dei gatti?

L’anno dei gatti…per me artisticamente parlando e non solo sembra che lo sia.  

 Dopo aver ritratto un altro micio, mi sono resa conto che il prossimo soggetto sarà ancora un felino… e perché fermarsi? Forse è destino che quest’anno sia interamente dedicato a loro.

Nei prossimi mesi continuerò questa serie di ritratti felini… Se hai un gatto speciale a cui vuoi rendere omaggio, potresti considerare di commissionarmi un ritratto personalizzato: un modo unico per celebrare il tuo amico a quattro zampe con un’opera d’arte.

Puoi contattarmi sui miei social Pagina Facebook

O mandarmi una mail a ruffiniumberta@gmail.com

“Mandarino” Commissione a pastello cm 18×24

🌸Cordalys Cava🌸

I fiori di campo…

Non hanno bisogno di giardini curati… I fiori di campo sbocciano liberi, cullati dal vento, baciati dal sole, nutriti solo dalla terra e dalla pioggia. Sono forti e delicati allo stesso tempo, testimoni silenziosi delle stagioni che passano.

 Piccole poesie di colori… Non chiedono nulla, eppure regalano meraviglia a chi sa fermarsi a guardarli.

Essenza effimera e selvaggia. Perché la vera bellezza è spesso quella che cresce spontanea, fuori dagli schemi.

Acquerello “Cordalys Cava”

“Cuore di lupo”

Nel bosco, dove la luce si intreccia con le ombre, si sussurrano storie dimenticate. Qui la natura respira , osserva, sente…

Nel bosco… il tempo sembra fermarsi. Gli alberi con le loro fronde intrecciate  filtrano la luce lunare, piccoli dettagli: funghi dalle forme bizzarre… 

 Qui il silenzio non è mai completo, ma pieno di vita, ogni angolo sembra racchiudere un segreto

Nel bosco…due figure emergono silenziose tra i tronchi: sono lupi. I loro occhi brillano come ambra liquida, fissi e attenti, pieni di saggezza. 

Per un istante, il mondo sembra sospeso.  In quell’istante, senti di aver toccato qualcosa di puro, come se il bosco ti avesse svelato un frammento della sua anima.

“Cuore di lupo” Acquerello su carta Hahnemühle…

Viola

Ho terminato il ritratto di una gatta dal fascino magnetico, con occhi profondi e baffi lunghissimi che sembrano sfiorare l’infinito. Lei è Viola il ritratto che apre il 2025…

In realtà l’ho terminato giorni fa, ora è impacchettato e pronto per il ritiro del corriere… Che ovviamente prenotato per questa mattina non si è ancora fatto vedere…2 o 3 giorni d’ansia, sperando che arrivi sano e salvo a destinazione… sempre così

Ritraggo animali da foto, se anche tu desideri un bel ritratto a Pastello che celebri il tuo amato pelosino non ti resta che contattarmi, qui o tramite i miei social.

Qui trovi le info https://umbertaruffiniblog.wordpress.com/informazioni/

Acquerello su carta per pastello

Esplorare nuove frontiere. Acquerello su carta per pastello Canson Mi-Teintes. Soggetto: gatto🐱 

Da sempre affascinata dalla versatilità dei materiali artistici, ho deciso di intraprendere un nuovo esperimento: utilizzare l’acquerello su carta per pastello. Questo tipo di carta, generalmente impiegata per il pastello, ha una texture unica che si presta a sfumature delicate e dettagli ricchi, e l’idea di combinare la fluidità dell’acquerello con questa superficie mi ha subito intrigato. La carta in questione non presenta una superficie ruvida come può essere una pastelmat, ma alveolata, ed è abbastanza leggera. 

Per questo primo tentativo, ho scelto un soggetto che non solo è amato da molti, ma che mi permette anche di sperimentare diverse sfumature e luci: un gatto. La figura felina, con la sua eleganza e mistero, è perfetta per esplorare come l’acquerello interagisce con la texture della carta per pastello, che cattura e diffonde il colore in modi inaspettati.

Il processo creativo. Dal bozzetto al risultato finale

Il mio primo passo è stato realizzare un delicato bozzetto a matita, senza appesantire troppo il disegno. L’acquerello, per sua natura, tende a dare una sensazione di leggerezza, ma in questo caso ho preferito dare un segno più grafico. Utilizzando anche l’ink Sakura per i contorni. 

La carta per pastello ha una texture che, all’inizio, sembrava un po’ più difficile da gestire rispetto alla tradizionale carta per acquerello, che solitamente permette una bagnatura più uniforme. La superficie alveolata , però, ha conferito un effetto interessante. Questo ha dato vita a una serie di sfumature quasi impreviste, che ho deciso di sfruttare per aggiungere un tocco di spontaneità al mio lavoro.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è stato come la carta per pastello, pur mantenendo la sua texture visibile, ha consentito di sovrapporre strati di colore senza compromettere l’intensità della tonalità, ma piuttosto arricchendola. Questo mi ha dato maggiore libertà nell’esplorazione delle ombre e dei riflessi, riuscendo a rendere più verosimili alcune parti del gatto. 

Riflessioni… 

Questo esperimento mi ha confermato quanto l’arte sia un campo di infinite possibilità. L’acquerello su carta per pastello, sebbene poco convenzionale, ha offerto risultati sorprendenti che non avrei mai immaginato. La combinazione di una superficie ruvida e il fluire delicato dei colori ha creato un’opera che, pur nel suo realismo, mantiene un’energia naturale e spontanea, proprio come la bellezza di un gatto.

Continuerò a esplorare questa tecnica e sono curiosa di vedere come evolverà il mio approccio nei prossimi lavori. Se anche voi siete appassionati di acquerello o semplicemente volete scoprire nuovi modi di esprimervi artisticamente, vi invito a sperimentare  con diversi materiali. La bellezza dell’arte risiede proprio nella sua capacità di sorprenderci e di portare alla luce nuove forme di espressione.

Il Biancospino

Il biancospino, delicato custode di antiche leggende, non è solo una pianta, ma un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale, carico di mistero e poesia.

Nell’antichità, il biancospino era ritenuto un potente talismano contro gli spiriti maligni. Spesso veniva piantato vicino alle case o usato nei riti per proteggere le persone e i luoghi sacri.

è considerato l’albero delle fate. Si credeva che abbattere un biancospino portasse sfortuna, perché disturbava il mondo degli esseri magici.

Nel Cristianesimo, il biancospino è associato alla purezza della Vergine Maria. Una leggenda narra che la corona di spine di Gesù fosse realizzata proprio con rami di biancospino.

“Biancospino” Acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle

Ape

🌸🐝 Oggi voglio condividere con voi il mio ultimo acquerello: un’ape posata su un fiore. Ho scelto di dipingere questo piccolo ma fondamentale protagonista della natura per celebrare il suo ruolo indispensabile nella vita di tutti noi.

Le api, con il loro instancabile lavoro, ci ricordano quanto sia importante rispettare e proteggere l’ambiente che ci circonda. Ho cercato di catturare la loro laboriosita`e la loro forza, un equilibrio perfetto che mi ispira ogni giorno.

Cosa ne pensate? Vi sentite anche voi legati a questi piccoli eroi della natura? 🐝✨

Ape, acquerello cm 20×30 su carta Hahnemühle

🌸Peonie🌸

Ho scelto toni vintage per dipingerle, perché queste sfumature raccontano di ricordi lontani, di sogni che si intrecciano con la natura. Ogni pennellata è un invito a perdersi nella loro bellezza effimera, a respirare il silenzio poetico che solo i fiori sanno regalare.

Si narra che il Buddha, in uno dei suoi viaggi, camminò tra un campo di peonie. Ad ogni passo, i fiori sbocciavano rigogliosi, colmandolo di dolcezza e pace. È forse per questo che le peonie rappresentano la dolcezza: con i loro petali delicati e il loro profumo fresco, ci ricordano di rallentare, di abbracciare la bellezza semplice e gentile della vita.

Un fiore che porta armonia ovunque sbocci.

Peonie, acquerello cm 20×30 su carta Hahnemühle

I ciclamini

Ciclamini, piccoli petali che danzano nell’aria fredda, come frammenti di colore in un mare di nebbia. Crescono tra le foglie cadute, fiorendo silenziosi, quasi nascosti, in un gesto di pura delicatezza.

Sono fiori di resistenza, che sfidano l’inverno e portano il rosa e il viola nei giorni più grigi, come un soffio di dolcezza sul mondo intorpidito dal gelo. Ogni ciclamino è un inno alla pazienza, un racconto di bellezza semplice e sincera, che si nasconde in un angolo del bosco, aspettando l’occhio attento che lo scopra.

Ci ricordano che, anche nei momenti più freddi, c’è un fiore che sa aspettare la primavera, conservando in sé la forza di rifiorire.

I ciclamini, acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr

Libellula tra gli hibiscus

La libellula, simbolo di trasformazione e leggerezza, sembra sospesa tra due mondi. Ogni battito delle sue ali ci ricorda la transitorietà delle cose e la capacità di adattarsi. I fiori, con la loro fragile bellezza, incarnano l’essenza del presente.

In questo dipinto, la libellula non è solo un insetto e l’hibiscus non è solo un fiore: diventano simboli di una danza eterna tra il cambiamento e l’istante. Come una scena capace di toccare l’anima, il quadro narra la storia della vita stessa: fragile, splendente e in continua trasformazione, proprio come la luce che accarezza l’acquerello ancora umido sulla carta.

Acquerello cm 30×40 su carta Hahnemühle 450 gr

Il tempo e i fiori

Il tempo misura ogni attimo, mentre i fiori vivono senza preoccuparsene, fiorendo solo per essere presenti… Forse, attraverso l’arte, possiamo cogliere quel momento di bellezza fugace e renderlo eterno, fermando per un attimo il ticchettio inesorabile dell’orologio.

Acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr

L’ anemone rosa

In un giardino nascosto, un Anemone rosa nacque sotto la luce della luna piena. Si dice che il vento, quella notte, sussurrasse incantesimi… Nel primo mattino, il fiore si aprì, rivelando i suoi petali setosi, come se appartenesse a un mondo fatato. Ogni volta che la brezza lo sfiora, si narra che chi lo guarda possa udire un lieve canto, il richiamo di un tempo lontano, dove la natura e la magia erano una cosa sola…

Anemone Rosa, Acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr

Fiori di fantasia

Nel mondo della pittura ad acquerello, il colore si dissolve nell’acqua… come un sogno, è possibile dare vita a creazioni che sfidano la realtà. Ed è proprio in questo universo liquido e morbido che nasce un nuovo giardino, fatto non solo di petali conosciuti, ma di fiori immaginati , figli della fantasia e del pennello. E non si tratta solo di estetica. Questi fiori fantastici rappresentano la mia libertà creativa, l’idea che nell’arte non ci sono confini rigidi. Anche la natura stessa, con la sua incredibile diversità, diventa solo un punto di partenza per un viaggio molto più ampio.

In questo spazio di libertà, ogni pennellata diventa un respiro di vita, ogni colore una nota di musica visiva. E mentre i fiori di fantasia sbocciano, ci ricordano che l’arte è un giardino senza confini, dove i sogni possono crescere selvaggi e incontrollati, come i fiori dell’immaginazione.

Acquerello fiori di fantasia

Lupo dormiente

Il vento accarezza dolcemente le foglie mentre il lupo dormiente sogna boschi lontani,dove i fiumi scorrono liberi e la luna illumina sentieri nascosti….

Il lupo dorme…sa che la sua forza è sempre pronta…pronta a risvegliarsi quando è necessario

“Lupo dormiente” Acquerello su carta Hahnemühle 450 gr