Eccomi di nuovo qui a raccontarvi qualcosa di me, o meglio questa volta sarà qualcun altro a raccontare di me, e non vi nego che sono moooolto curiosa. Ho ricevuto la proposta di un’intervista dalla giornalista Rossella Oricchio, ho empatizzato da subito con lei, ascoltando da prima la sua voce e in seguito leggendo come scrive… l’ho percepita come una persona profonda, una che va oltre alle recensioni solite che si scrivono a chi fa arte. Il tutto si è svolto con una piacevole chiacchierata dove mi sono trovata veramente a mio agio… Ora non mi resta che aspettare
Le curiosità su questo splendido animale le ho prese in parte dal web, in parte dai vari documentari sulla fauna selvatica, di cui sono molto appassionata.
La lince europea o lince eurasiatica, è uno dei maggiori predatori delle foreste europee e siberiane
Preda principalmente animali di piccole o medie dimensioni come lepri, conigli, roditori, volpi, uccelli, invertebrati e rettili.
La preda non viene consumata in un solo boccone, ma ritorna di volta in volta a nutrirsene avendo cura di nasconderla bene tra il fogliame
La Lince è dotata di una incredibile vista, da qui diverse leggende hanno preso piede. Alcuni popoli credevano, infatti, che essa potesse vedere oltre mari e monti. Altri che il suo sguardo rappresentasse l’occhio di Dio sugli uomini. In realtà le sue doti visive, sono meno sviluppate di quanto voglia lasciare intendere il detto “occhio di lince”. Si affida di più all’udito, più utile considerando l’ambiente forestale dove vive.
La possiamo trovare nel Nord Italia e nell’Italia centro-meridionale. La sua presenza è stata accertata negli ultimi anni sui monti della Sila, in Calabria, dove si credeva scomparsa. La lince, purtroppo, come altri predatori è stata perseguitata dall’uomo, che ne ha ridotto drasticamente la popolazione.
La lince ha un mimetismo perfetto. Al crepuscolo e di notte va a caccia di prede. Solo nei mesi dell’accoppiamento, da febbraio ad aprile, vive per questo periodo insieme a suoi simili, per poi ritornare solitaria.
La lince ha un ruolo importante nel nostro ecosistema, poiché caccia piccoli artiodattili come caprioli e camosci. È in cima a questa catena alimentare. Per la foresta è fondamentale , perché se camosci è caprioli proliferassero a dismisura il bosco non crescerebbe. Tutto in natura ha un compito preciso, non esistono animali buoni o cattivi, esistono animali utili, esiste l’equilibrio.
Il ritratto è stato eseguito con pastelli, matite colorate su carta Pastelmat, cm 24×30. La foto di riferimento viene da Pixabay
Finalmente Bonnie se ne va a casa, il ritratto è abbastanza superficialmente asciutto per essere spedito…per l’asciugatura completa ci vorranno in realtà ancora mesi.
Domani il corriere viene a ritirarlo e se tutto va bene in 3 giorni è dalla committente, non vi nego che per me saranno i tre giorni più lunghi della mia vita, è sempre così, non ci posso fare niente, la preoccupazione che non arrivi sano è salvo mi ossessiona. Sia perché mi dispiacerebbe per la persona che ha tanto atteso questo momento, sia per l’attaccamento ai miei lavori.
Pensate a quando ho più lavori da spedire (ahahah), spedisco sempre i tracciamenti della spedizione, ma in realtà li controllo anch’io…
Riflessione sul tubetto del colore…oggi entriamo nel nostro studio scegliamo i colori e li spremiamo sulla tavolozza o nella confezione del Philadelphia (mai buttare niente!)… Prima del 1841 non era esattamente così semplice, si macinava finemente la materia prima, l’unione con gli oli, la conservazione…personalmente trovo tutto molto romantico, mi da questa sensazione di lentezza, di calma, di cosa ragionata. Poi arriva un certo John Goffe Rand un artista americano non troppo conosciuto e rivoluziona il mondo della pittura con l’invenzione del tubetto a compressione. Il tubetto è comodo te lo puoi portare ovunque, nasce la pittura “En plein air” (letteralmente all’aria aperta)…
“Realizzato in latta con tappo a vite, il tubo era trasportabile, sicuro, richiudibile e leggero e, soprattutto, le vernici all’interno restano in condizioni stabili e lavorabili per un periodo di tempo indefinito. “(John Goffe Archives)
“Le vernici in tubi, essendo facili da trasportare, ci hanno permesso di lavorare dalla natura, e solo dalla natura. Senza colori in tubi non ci sarebbero Cézanne, Monet, Pissaro e Impressionismo.” (Jean Renoir, Renoir: Mio padre Mercury House, 1988)
Per studio intendo il lavoro su un soggetto non commissionato,solitamente mi avvalgo di foto scattate da me o di libero utilizzo messe a disposizione da siti dedicati, dove non c’è bisogno di attribuzione all’autore.(Personalmente io menziono sempre il fotografo, se è possibile)
Nello studio sperimento e approfondisco una tecnica, è un lavoro dove posso approcciarmi liberamente discostandomi anche dall’originale o al contrario ricercare un tratto sempre più preciso. È una sorta di “allenamento artistico”
Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40 (Riferimento foto Erik McLean – Pexels)
Una breve riflessione dopo aver letto qua e la cosa significhi fare Arte. Sento spesso dire che copiare da una foto non è fare arte (guarda caso sempre da chi pensa che schizzare due colori a caso lo sia, ricordando che prima di schizzare colori a caso, bisogna conoscere le basi) …
Rispondo con una frase di Aristotele…“l’arte è un classico esempio di imitazione della natura, che porta conforto, gioia e nello stesso tempo trasmette nuove conoscenze, che di norma sono nascoste entro l’animo umano”.
La copia fine a se stessa si vede… si sente.. la gente comune si accorge se stai lavorando tramite uno sterile meccanismo stilistico… si accorge se interpreti un sentimento… si accorge se ci metti il tuo sentimento. (Umby)
Work in progress…grazie per la foto di riferimento di Erik McLean Pexel
Finitaaaa!!! Mi è piaciuto ritrarre questa cucciolotta dolcissima. Ora devo attendere che si asciughi completamente prima di spedirla. La committente è stata entusiasta, sono veramente contenta e carica per il prossimo lavoro.
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