Parlo di contorni…🖋️✒️

C’è un momento, nei miei acquerelli, in cui parla il tratto.

Da sempre, dopo l’acqua, amo tornare alla linea. Un gesto netto, deciso, che definisce ma senza  imprigionare. La scelta è sempre andata sulle Pigma Micron della Sakura, trattopen resistenti all’acqua, perfetti per contornare senza sbavature, per tracciare quei segni che tengono insieme la leggerezza del colore.

Ma ultimamente ho sentito il bisogno di qualcosa di più lento, più fisico, più antico.

Così ho acquistato un pennino, di quelli da intingere, con le punte intercambiabili… e un flaconcino  di inchiostro Winsor & Newton un color marrone torba.

Una tonalità profonda, terrosa, che sembra fatta apposta per raccontare cose dimenticate.

Contornare con il pennino non è solo un gesto tecnico. È un atto di meditazione. Chi mi segue sa come mi piace questo concetto.

Ogni tratteggio ti costringe a rallentare, ad ascoltare la carta, a respirare insieme al ritmo della mano.

Non puoi correre con un pennino. Ti costringe alla presenza, ti riporta a te, al qui e ora.

Il tratto non è più solo contorno. È tempo…disegnato.

E tu? Come definisci i tuoi margini? (Non mi riferisco solo artisticamente parlando) Se ti va scrivimelo nei commenti.

Ti lascio I link qui sotto dei prodotti che ho acquistato nel caso ti venisse un attacco d’arte e volessi provare.

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Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

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Parlo di…pennelli🖌️🖌️🖌️

Ti piacerebbe iniziare a dipingere? Ti lascio due dritte

C’è un momento, prima che il colore tocchi il foglio, in cui tutto si ferma. Hai davanti l’acqua, la carta, la tavolozza. Ma se il pennello non è quello giusto, anche il gesto più ispirato si sgonfia, cade, si perde.

Il pennello per l’acquarello non è un banale strumento da “comprare a caso”. È una bacchetta sottile, che tra le dita diventa prolungamento della tua intenzione. Quando è quello giusto, lo senti subito, asseconda il movimento, trattiene la giusta quantità d’acqua, si stringe in punta quando serve definizione e si apre come un ventaglio nei lavaggi ampi. Quando non lo è, ti ostacola. Ti rallenta. Ti tradisce.

Non serve averne tanti. Ne bastano pochi, ma scelti con cuore e criterio. Pennelli che durano, che rispondono bene ai tuoi tocchi più lievi o decisi, che non si spampanano dopo tre stese d’acqua. La qualità non è un vezzo da professionisti snob, è rispetto per il tuo tempo, per il tuo lavoro, per la bellezza che vuoi creare.

E quando parlo di qualità, non parlo solo di prezzo o marchio famoso. Parlo della coerenza tra quello che vuoi ottenere e quello che il pennello sa darti. C’è chi ama le punte rigide e scattanti, chi le setole morbide. C’è chi si trova meglio con i sintetici, etici, pratici, sorprendentemente validi (I miei preferiti) e chi non riesce a staccarsi dalla delicatezza dei pennelli naturali.

Il punto è: conosci il tuo pennello. Provalo. Ascoltalo. Scopri cosa fa bene e cosa no. E poi scegli: uno per i dettagli, uno per stendere cieli, uno che fa un po’ tutto  ma che lo fa bene.

Non ti serve altro. Il resto è spreco, rumore, confusione da cassetto, ci sono passata. 

E… non è sempre questione di spendere cifre astronomiche. Fortunatamente, esistono anche pennelli con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che non svuotano il portafoglio ma fanno il loro dovere  e lo fanno pure bene. Sono piccole sorprese, spesso firmate da marchi meno noti o da linee “studenti” ben progettate. Certo, i grandi marchi garantiscono eccellenza e affidabilità, e se un giorno vuoi concederti quel “pennello da sogno”, fallo pure. Ma non è obbligatorio né per iniziare, né per crescere.

L’unica vera regola è provare. Toccare, testare, sentire come reagisce sulla carta, come trattiene il colore, come si comporta sotto la pressione del gesto. Ci sono pennelli che costano poco ma sembrano nati per la tua mano. E altri, costosissimi, che non ti danno quel feeling.

Personalmente di pennelli ne ho provati tanti costosi e meno costosi. In questo momento per l’acquerello sto utilizzando dei pennelli bombasino, hanno la particolarità di avere un buon serbatoio che serve per trattenere acqua, e una buona punta, sono sintetici, misura 2,5,8. Personalmente utilizzo il due e il cinque, il numero 8 è praticamente nuovo. 

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Un nuovo amore: la gouache

Quest’anno, tra un petalo d’acquerello e un manto animale a pastello, ho fatto un incontro che mi ha accesa dentro: la gouache.
Un nome che avevo sentito sussurrare tra le pagine di libri d’arte, ma che non avevo mai davvero invitato nel mio studio…finché, in un giorno qualunque, ho deciso di provarla. Ho già parlato di questi colori in modo più tecnico puoi trovare qui l’articolo 🌸Nuove creazioni in arrivo🌸

Ma ora permettetemi un po’ di poesia nel raccontarla.

L’ho stesa timidamente sulla carta per acquerello, e subito ho sentito una vibrazione diversa. Il colore è opaco ma vivo, vellutato ma deciso, come un sussurro che sa imporsi. Nessuna trasparenza eterea come nell’acquerello, ma una profondità morbida, quasi da sogno.

E poi, l’esperimento: ho osato la tela.
Da pittrice abituata alla sontuosità dell’olio, mi aspettavo di rimanere un po’ delusa… invece mi sono ritrovata a bocca aperta. La gouache, su tela, ha preso il suo spazio con una voce sorprendentemente forte. Coprente, densa ma elegante, quasi teatrale.
È stato come scoprire una nuova lingua per esprimere la stessa anima.

Dipingo da tempo, ma certe scoperte , come certi amori arrivano quando meno te l’aspetti. E quando accadono, ti aprono porte che non sapevi di voler varcare.

Sto usando una selezione di colori che mi stanno dando grandi soddisfazioni, sia per resa che per luminosità. Inserirò il link diretto ai colori che sto utilizzando, così potrete provarli anche voi, se volete lasciarvi tentare da questa magia opaca e cremosa.

Intanto continuo a sperimentare, a lasciarmi guidare da questa nuova voce, un po’ ribelle, un po’ misteriosa.
Perché l’arte è anche questo: lasciarsi stupire, ogni volta, come fosse la prima.

I primi colori che ho deciso di provare, un po’ d’impulso, lo ammetto, sono stati quelli della Mont Marte. Li ho scelti quasi alla cieca, tra pareri discordanti e recensioni contrastanti… Ma sapete com’è: a volte è il cuore a guidare la mano, e stavolta ha fatto centro. Vi lascio il Link, li potete trovare su Amazon https://amzn.to/403jmJs

Work in progress…

🐾Nina🐾Uno Sguardo da Rockstar

Ci sono ritratti che raccontano più di un volto: narrano un’anima. Quando ho iniziato a lavorare al ritratto di Nina, sapevo che non sarebbe stata una semplice rappresentazione di una gatta dal pelo candido. C’era qualcosa di speciale in lei, un dettaglio che rendeva il suo sguardo magnetico e unico: i suoi occhi, diversi tra loro, proprio come quelli di David Bowie.

Nina ha un occhio azzurro e uno ambrato, una caratteristica rara che la rende un vero gioiello della natura. Questo contrasto non è solo estetico, ma racconta una storia di unicità e fascino. 

Nel suo ritratto ho voluto enfatizzare questo dettaglio, utilizzando i pastelli per catturare la delicatezza del suo manto e la profondità del suo sguardo. Ho lavorato con pazienza sulle sfumature del bianco, evitando che risultasse piatto o anonimo. Il bianco, in realtà, è dato da una somma di colori che si mescolano per dare volume e luce.

Gli occhi di Nina sono stati la parte più affascinante del processo. Non volevo solo riprodurre i loro colori, ma anche il loro spirito: uno sguardo dolce e fiero allo stesso tempo, capace di catturare l’attenzione come una melodia che non si dimentica.

Ogni ritratto è un piccolo viaggio. Con Nina, è stato come immergersi in una canzone di Bowie: un mix di eleganza, mistero e poesia. Un’opera che celebra la bellezza delle differenze, perché è proprio in esse che risiede il vero incanto.

🌸Nuove creazioni in arrivo🌸

Sto realizzando cartellette dipinte a mano a *gouache , perfette per custodire documenti, disegni o lettere speciali con un tocco artistico e unico. Ogni cartelletta è un piccolo pezzo d’arte, ispirato alla natura e dipinto con cura per rendere anche l’oggetto più semplice qualcosa di straordinario.

La gouache è una pittura a tempera a base d’acqua che contiene pigmenti, gomma arabica (lo stesso legante dell’acquerello) e un elemento opacizzante, solitamente bianco di zinco o bianco di titanio. Questa composizione le conferisce:

🍀 Alta coprenza: A differenza dell’acquerello, che è trasparente, la gouache permette di coprire completamente lo strato sottostante.
🍀Effetto vellutato e opaco: Una volta asciutta, la pittura risulta uniforme e senza riflessi, ideale per illustrazioni, lettering e decorazioni.
🍀Facilità di riattivazione: Come l’acquerello, può essere reidratata con acqua anche dopo l’asciugatura.

Si tende a confondere la gouache con la tempera ma non sono esattamente la stessa cosa.

La tempera è più resistente all’acqua una volta asciutta e può avere una finitura più granulosa o gessosa. Tradizionalmente veniva realizzata con leganti come l’uovo (tempera all’uovo) ed è stata usata in pittura per secoli, soprattutto in affreschi e opere classiche.

In pratica, la gouache è più versatile perché permette di correggere e sovrapporre i colori con facilità, mentre la tempera è più definitiva e meno fluida nella stesura.

Perché Scegliere la gouache?

Se ami la pittura e vuoi un medium versatile, la gouache è ideale perché permette di:
🌸Creare effetti coprenti senza perdere la freschezza dell’acquerello
🌸Correggere facilmente (basta riattivarla con acqua)
🌸 Avere un finish vellutato ed elegante

La gouache è una tecnica affascinante che merita di essere sperimentata. Se vuoi vedere come la utilizzo per decorare le mie cartellette a mano, seguimi nel mio percorso artistico!

Work in progress dipinto a gouache su cartelletta

Acquerello su carta per pastello

Esplorare nuove frontiere. Acquerello su carta per pastello Canson Mi-Teintes. Soggetto: gatto🐱 

Da sempre affascinata dalla versatilità dei materiali artistici, ho deciso di intraprendere un nuovo esperimento: utilizzare l’acquerello su carta per pastello. Questo tipo di carta, generalmente impiegata per il pastello, ha una texture unica che si presta a sfumature delicate e dettagli ricchi, e l’idea di combinare la fluidità dell’acquerello con questa superficie mi ha subito intrigato. La carta in questione non presenta una superficie ruvida come può essere una pastelmat, ma alveolata, ed è abbastanza leggera. 

Per questo primo tentativo, ho scelto un soggetto che non solo è amato da molti, ma che mi permette anche di sperimentare diverse sfumature e luci: un gatto. La figura felina, con la sua eleganza e mistero, è perfetta per esplorare come l’acquerello interagisce con la texture della carta per pastello, che cattura e diffonde il colore in modi inaspettati.

Il processo creativo. Dal bozzetto al risultato finale

Il mio primo passo è stato realizzare un delicato bozzetto a matita, senza appesantire troppo il disegno. L’acquerello, per sua natura, tende a dare una sensazione di leggerezza, ma in questo caso ho preferito dare un segno più grafico. Utilizzando anche l’ink Sakura per i contorni. 

La carta per pastello ha una texture che, all’inizio, sembrava un po’ più difficile da gestire rispetto alla tradizionale carta per acquerello, che solitamente permette una bagnatura più uniforme. La superficie alveolata , però, ha conferito un effetto interessante. Questo ha dato vita a una serie di sfumature quasi impreviste, che ho deciso di sfruttare per aggiungere un tocco di spontaneità al mio lavoro.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è stato come la carta per pastello, pur mantenendo la sua texture visibile, ha consentito di sovrapporre strati di colore senza compromettere l’intensità della tonalità, ma piuttosto arricchendola. Questo mi ha dato maggiore libertà nell’esplorazione delle ombre e dei riflessi, riuscendo a rendere più verosimili alcune parti del gatto. 

Riflessioni… 

Questo esperimento mi ha confermato quanto l’arte sia un campo di infinite possibilità. L’acquerello su carta per pastello, sebbene poco convenzionale, ha offerto risultati sorprendenti che non avrei mai immaginato. La combinazione di una superficie ruvida e il fluire delicato dei colori ha creato un’opera che, pur nel suo realismo, mantiene un’energia naturale e spontanea, proprio come la bellezza di un gatto.

Continuerò a esplorare questa tecnica e sono curiosa di vedere come evolverà il mio approccio nei prossimi lavori. Se anche voi siete appassionati di acquerello o semplicemente volete scoprire nuovi modi di esprimervi artisticamente, vi invito a sperimentare  con diversi materiali. La bellezza dell’arte risiede proprio nella sua capacità di sorprenderci e di portare alla luce nuove forme di espressione.

Cambiamenti…

Mi piacciono i cambiamenti… anche se arrivano dopo situazioni non piacevoli, ma sono proprio i cambiamenti che ci mantengono vivi, con la voglia di fare, di creare di… Cambiare

Il mio studio è un caos, la mia casa è un caos, ci stiamo preparando per un trasloco. Dovrò riadattare il mio studio, sicuramente dovrà essere più ordinato perché non avrò una stanza solo per i miei lavori. A tal proposito sto provando dei colori ad olio molto particolari, si diluiscono con l’acqua.

Sono gli Artisan della Winsor & Newton (giuro che non è uno sponsor, ma se mi mandasse qualche colore gratis mi farebbe piacere ahaha) sono dei colori ad olio innovativi hanno tutte le qualità dei colori tradizionali ma con in più il vantaggio di essere diluibili in acqua.
Proprio come i colori ad olio tradizionali hanno una consistenza ricca e cremosa, (anche il giallo!! , che solitamente risulta poco coprente)

sono prodotti come gli oli tradizionali, con olio di lino e cartamo , con la differenza che gli oli utilizzati nella produzione sono stati modificati in modo che, anziché separarsi dall’acqua, si mescolino con essa. Fantastico per i pennelli che con l’acqua sono velocemente puliti.

Alla prossima…

Work in progress… Lavorando sul disegno

Sto lavorando sul disegno preparatorio del prossimo dipinto ad olio, come vi avevo già detto in precedenza non posso mostrare niente o comunque molto poco.

Nel frattempo posso descrivere il mio modo di procedere.

Solitamente disegno a mano libera, non mi avvalgo di griglie, vado subito di getto con il tratto, e lo sistemo nel tempo, perciò i miei disegni risultano abbastanza pasticciati anche perché evito la gomma come la peste. La utilizzo solo quando ho raggiunto il tratto esatto per cancellare il resto. E poi in tutta verità mi piace pasticciare è il momento catartico

Non disegno direttamente sulla tela e tantomeno sul cartoncino professionale, uso dei fogli per schizzo, quando sono soddisfatta riporto il disegno sul supporto che ho scelto mediante ricalco. Ci sono carte da ricalco apposite(non quelle da ufficio) , oppure il metodo che uso di più e preferisco è passare il retro con un pastello morbido, questo ricalcandosi lascia una linea molto leggera che si cancellerà facilmente quando passerò il colore, senza lasciare aloni o segni di contorno.

A disegno terminato non lo riporto immediatamente sulla tela, solitamente me lo scordo per qualche giorno, questo è un piccolo trucco per capire se il disegno è fedele all’originale, vi assicuro che vi accorgerete di tanti piccoli o grandi difetti da aggiustare in modo molto veloce. Un’altro trucco è guardare il disegno attraverso la fotocamera del cellulare, anche qui se c’è qualcosa che non quadra vi salterà subito all’occhio. Altro trucco fondamentale da tenere sempre presente “Disegna ciò che vedi e non quello che credi di vedere”

Quanti tipi di pastelli!

Sto realizzando una commissione che vi mostrerò dopo la consegna…(tecnica  pastello e matite) …per la base sto utilizzando dei pastelli particolari, i PanPastel, sono pastelli professionali in pratici godet, molto morbidi, si mescolano in modo sorprendente . In pratica si carica il colore asciutto tramite spugnette  applicate su mestichini di plastica. Sono colori che si possono applicare in strati, con precisione, si possono ottenere passaggi intensi o tratti più delicati.
La gamma di colori è vasta , mi sembra sugli 80, ma forse anche di più… Sono molto concentrati e con ottima resistenza alla luce… Alla prossima con altre curiosità