🦋La Genziana🦋

Sto acquarellando una genziana. Parte di una piccola collezione che una donna, amante dei fiori montani mi ha chiesto di creare. Una costellazione di petali che parlano di silenzi, di vento freddo, di passi lenti tra i sassi. Mentre il pennello sfiora la carta, la genziana mi appare come un minuscolo portale alpino…un fiore che non si limita a esserci, ma è custode di misteri. 

La genziana è un frammento di cielo caduto a terra. Il suo blu è saturo, è un richiamo, una profondità che invita a chinarsi, a guardare dentro, come se nel cuore della corolla si nascondesse una goccia di notte. È figlia delle altitudini, e porta con se la la forza delle rocce che la proteggono.

C’è una curiosità che mi incanta; sa dialogare con la luce. Si apre e si chiude, assecondando il sole, rifuggendo l’umido. I montanari la osservavano come si fa con un oracolo discreto: se la genziana si richiudeva, il tempo stava per cambiare, pare che indovinasse i capricci del cielo meglio degli stessi pastori.

Profonda è anche la storia del suo nome. Si racconta che un re antico, Genzio, scoprì le virtù della sua radice amarissima, amaro che cura, che risveglia, che ricorda alle vene il ritmo del mondo. Da allora la radice di genziana è diventata elisir, rimedio, liquore montano; un sorso di terra e cielo mischiati insieme.

Mentre coloro la sua forma, mi accorgo che la genziana è più di un fiore è anche un carattere. È la prova che la bellezza può nascere dove l’inverno affila le stalattiti, dove la terra è scarsa di tutto, tranne che di verità. È una piccola lezione di resistenza poetica, fiorisci comunque, anche se il vento non ti promette gentilezza.

E così questo blu, che sembra quieto, porta in sé un’eco antica. La genziana ti  invita a scendere nel profondo e a lasciarti sorprendere dal segreto che ogni creatura tenace porta con sé.

Work in progress

I Racconti dell’Hedera – opere che raccontano. Presto anche su questo blog.

Ogni mio acquerello è un piccolo universo: nasce dal colore, ma vive davvero solo quando incontra una storia.
Per questo ogni opera è accompagnata da un racconto originale, scritto da me. Insieme formano un’unica esperienza… un frammento di poesia da custodire, leggere e guardare.

Chi acquista una mia opera non riceve soltanto un dipinto, ma anche la voce della storia che lo abita.

Puoi seguire il progetto e leggere i racconti su I Racconti dell’Hedera

© Umberta Ruffini, “I Racconti dell’ Hedera”. Tutti i diritti riservati.Ogni testo e acquerello è opera originale dell’autrice.Opera depositata e tutelata tramite Patamu (cod. deposito n. 272041)

“I Racconti dell’Hedera” arriveranno presto anche su questo blog!

✨🦋L’acquerello e il suo racconto.🦋✨

🪻Fiori montani…prossimi acquerelli 🦋

Tra le rocce e il cielo…sono piccoli, spesso invisibili a chi li vive , ma possiedono una forza che incanta sopravvivono al gelo, alla scarsità di terra, al vento tagliente.

Negli ultimi mesi ho cominciato a studiarli, non solo con gli occhi, ma con l’anima, perché diventeranno i protagonisti di una nuova serie di acquerelli. Una mia committente, appassionata di botanica e di montagna, li vuole nella sua nuova casa vuole circondarsi di quella fragile tenacia che solo i fiori d’altitudine sanno esprimere.

Ho iniziato a documentarmi: libri di botanica alpina, Pinterest , foto di escursionisti. Mi affascina la precisione dei nomi latini  Leontopodium alpinum, Gentiana verna, Rhododendron ferrugineum  e la poesia che nascondono. 

Dipingere un fiore di montagna significa catturarne non solo la forma, ma anche il respiro. Con l’acquerello, tutto è movimento… Ogni pennellata sarà un tentativo di tradurre la leggerezza dell’altitudine in colore.

La stella alpina, con la sua purezza vellutata, parla di coraggio.

La genziana, blu intenso, sembra custodire il segreto del cielo.

Il rododendro alpino accende il paesaggio con la sua fiamma rosata, un fuoco che resiste alla neve.

Sono questi i primi che sto studiando, e ognuno di loro mi racconta qualcosa sul modo in cui la bellezza può esistere anche nei luoghi più ostili.

In questa nuova serie di acquerelli cercherò di restituire la voce di quei fiori che vivono in silenzio, in alto, dove il mondo sembra più semplice e vero.

Radici salde e un po’ di cielo intorno.

Pixabay.com

I racconti dell’Hedera✒️🖌️

C’è chi racconta storie, e chi diventa una storia.
Hedera è il mio alter ego, una voce che nasce da me e cresce come un rampicante, cercando luce e appoggio. Come l’edera, non si accontenta di restare al suolo, abbraccia muri, avvolge sogni, si insinua in crepe di ricordi e li trasforma in sentieri segreti.

*I Racconti dell’Hedera sono questo
piccoli mondi sospesi, frammenti tra realtà e fantasia. Sono storie che accompagnano i miei acquerelli.

Le sue parole sono radici che affondano in esperienze personali, ma anche foglie nuove che si aprono verso luoghi che forse non sono mai esistiti  o forse sì.

Scrivere come Hedera significa per me liberarmi da ciò che è “me” e allo stesso tempo ritrovarmi più intera. È dare voce a quella parte che ama le ombre delicate al tramonto, che sente un legame con le leggende dimenticate, che accarezza il passato senza nostalgia e il futuro senza fretta.
È un modo per lasciare che l’arte e la parola si fondano in un linguaggio che non ha paura di essere poetico.

Puoi leggere i racconti dell’Hedera seguendomi su Substack

Ecco il link

https://substack.com/@umbertaruffini

*Ho scelto il nome Hedera perché è la mia pianta preferita.
È sempre verde, anche quando il resto si spoglia.
È tenace, aggrappata alla vita con radici sottili ma ostinate.
Abbraccia i ruderi e li veste di bellezza, ricoprendo crepe, ferite e muri dimenticati.
Trasforma il brutto in qualcosa che ha poesia.

Hedera non ha bisogno di chiedere il permesso per crescere, trova la sua strada sempre tra pietra e ombra, si allunga verso la luce, resiste al vento e all’inverno.
Per me è un simbolo di forza silenziosa, di bellezza che non si arrende, di capacità di vedere possibilità là dove altri vedono soltanto rovine.

Questo nome significa ricordarmi ogni giorno di fare lo stesso…
resistere, trasformare, abbellire, crescere

Parlo di contorni…🖋️✒️

C’è un momento, nei miei acquerelli, in cui parla il tratto.

Da sempre, dopo l’acqua, amo tornare alla linea. Un gesto netto, deciso, che definisce ma senza  imprigionare. La scelta è sempre andata sulle Pigma Micron della Sakura, trattopen resistenti all’acqua, perfetti per contornare senza sbavature, per tracciare quei segni che tengono insieme la leggerezza del colore.

Ma ultimamente ho sentito il bisogno di qualcosa di più lento, più fisico, più antico.

Così ho acquistato un pennino, di quelli da intingere, con le punte intercambiabili… e un flaconcino  di inchiostro Winsor & Newton un color marrone torba.

Una tonalità profonda, terrosa, che sembra fatta apposta per raccontare cose dimenticate.

Contornare con il pennino non è solo un gesto tecnico. È un atto di meditazione. Chi mi segue sa come mi piace questo concetto.

Ogni tratteggio ti costringe a rallentare, ad ascoltare la carta, a respirare insieme al ritmo della mano.

Non puoi correre con un pennino. Ti costringe alla presenza, ti riporta a te, al qui e ora.

Il tratto non è più solo contorno. È tempo…disegnato.

E tu? Come definisci i tuoi margini? (Non mi riferisco solo artisticamente parlando) Se ti va scrivimelo nei commenti.

Ti lascio I link qui sotto dei prodotti che ho acquistato nel caso ti venisse un attacco d’arte e volessi provare.

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Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!

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Le mie opere sono disponibili per l’acquisto: per informazioni, scrivimi a ruffiniumberta@gmail.com

Parlo di…pennelli🖌️🖌️🖌️

Ti piacerebbe iniziare a dipingere? Ti lascio due dritte

C’è un momento, prima che il colore tocchi il foglio, in cui tutto si ferma. Hai davanti l’acqua, la carta, la tavolozza. Ma se il pennello non è quello giusto, anche il gesto più ispirato si sgonfia, cade, si perde.

Il pennello per l’acquarello non è un banale strumento da “comprare a caso”. È una bacchetta sottile, che tra le dita diventa prolungamento della tua intenzione. Quando è quello giusto, lo senti subito, asseconda il movimento, trattiene la giusta quantità d’acqua, si stringe in punta quando serve definizione e si apre come un ventaglio nei lavaggi ampi. Quando non lo è, ti ostacola. Ti rallenta. Ti tradisce.

Non serve averne tanti. Ne bastano pochi, ma scelti con cuore e criterio. Pennelli che durano, che rispondono bene ai tuoi tocchi più lievi o decisi, che non si spampanano dopo tre stese d’acqua. La qualità non è un vezzo da professionisti snob, è rispetto per il tuo tempo, per il tuo lavoro, per la bellezza che vuoi creare.

E quando parlo di qualità, non parlo solo di prezzo o marchio famoso. Parlo della coerenza tra quello che vuoi ottenere e quello che il pennello sa darti. C’è chi ama le punte rigide e scattanti, chi le setole morbide. C’è chi si trova meglio con i sintetici, etici, pratici, sorprendentemente validi (I miei preferiti) e chi non riesce a staccarsi dalla delicatezza dei pennelli naturali.

Il punto è: conosci il tuo pennello. Provalo. Ascoltalo. Scopri cosa fa bene e cosa no. E poi scegli: uno per i dettagli, uno per stendere cieli, uno che fa un po’ tutto  ma che lo fa bene.

Non ti serve altro. Il resto è spreco, rumore, confusione da cassetto, ci sono passata. 

E… non è sempre questione di spendere cifre astronomiche. Fortunatamente, esistono anche pennelli con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che non svuotano il portafoglio ma fanno il loro dovere  e lo fanno pure bene. Sono piccole sorprese, spesso firmate da marchi meno noti o da linee “studenti” ben progettate. Certo, i grandi marchi garantiscono eccellenza e affidabilità, e se un giorno vuoi concederti quel “pennello da sogno”, fallo pure. Ma non è obbligatorio né per iniziare, né per crescere.

L’unica vera regola è provare. Toccare, testare, sentire come reagisce sulla carta, come trattiene il colore, come si comporta sotto la pressione del gesto. Ci sono pennelli che costano poco ma sembrano nati per la tua mano. E altri, costosissimi, che non ti danno quel feeling.

Personalmente di pennelli ne ho provati tanti costosi e meno costosi. In questo momento per l’acquerello sto utilizzando dei pennelli bombasino, hanno la particolarità di avere un buon serbatoio che serve per trattenere acqua, e una buona punta, sono sintetici, misura 2,5,8. Personalmente utilizzo il due e il cinque, il numero 8 è praticamente nuovo. 

Metto il link qui li puoi trovare senza vendere un rene  https://amzn.to/46104Z7

Sfumature Rétro

Da oggi potrai acquistare le mie opere originali  ispirate dalla natura anche  su questo sito      SfumatureRetro  

Nella mia piccola galleria online troverai illustrazioni e opere originali, realizzate a mano con acquerelli e gouache, dove ogni colore racconta un’emozione e ogni pennellata custodisce un frammento di poesia.

Non troverai mai stampe: ogni pezzo è unico e irripetibile, nato da un momento preciso, da un respiro, da una luce particolare.

Alcune opere saranno già incorniciate, pronte per trovare casa. Amo abbinare alle mie creazioni sia cornici nuove , ma anche cornici d’altri tempi, recuperate e scelte con cura, per dare loro una seconda vita e un nuovo incanto.

Ogni opera ha una sua storia segreta, un suo silenzio da ascoltare, un suo tempo sospeso. Non sono semplici quadri, ma piccoli universi dove rifugiarsi, anche solo per un istante.

🌸Cordalys Cava🌸

I fiori di campo…

Non hanno bisogno di giardini curati… I fiori di campo sbocciano liberi, cullati dal vento, baciati dal sole, nutriti solo dalla terra e dalla pioggia. Sono forti e delicati allo stesso tempo, testimoni silenziosi delle stagioni che passano.

 Piccole poesie di colori… Non chiedono nulla, eppure regalano meraviglia a chi sa fermarsi a guardarli.

Essenza effimera e selvaggia. Perché la vera bellezza è spesso quella che cresce spontanea, fuori dagli schemi.

Acquerello “Cordalys Cava”

“Cuore di lupo”

Nel bosco, dove la luce si intreccia con le ombre, si sussurrano storie dimenticate. Qui la natura respira , osserva, sente…

Nel bosco… il tempo sembra fermarsi. Gli alberi con le loro fronde intrecciate  filtrano la luce lunare, piccoli dettagli: funghi dalle forme bizzarre… 

 Qui il silenzio non è mai completo, ma pieno di vita, ogni angolo sembra racchiudere un segreto

Nel bosco…due figure emergono silenziose tra i tronchi: sono lupi. I loro occhi brillano come ambra liquida, fissi e attenti, pieni di saggezza. 

Per un istante, il mondo sembra sospeso.  In quell’istante, senti di aver toccato qualcosa di puro, come se il bosco ti avesse svelato un frammento della sua anima.

“Cuore di lupo” Acquerello su carta Hahnemühle…

Acquerello su carta per pastello

Esplorare nuove frontiere. Acquerello su carta per pastello Canson Mi-Teintes. Soggetto: gatto🐱 

Da sempre affascinata dalla versatilità dei materiali artistici, ho deciso di intraprendere un nuovo esperimento: utilizzare l’acquerello su carta per pastello. Questo tipo di carta, generalmente impiegata per il pastello, ha una texture unica che si presta a sfumature delicate e dettagli ricchi, e l’idea di combinare la fluidità dell’acquerello con questa superficie mi ha subito intrigato. La carta in questione non presenta una superficie ruvida come può essere una pastelmat, ma alveolata, ed è abbastanza leggera. 

Per questo primo tentativo, ho scelto un soggetto che non solo è amato da molti, ma che mi permette anche di sperimentare diverse sfumature e luci: un gatto. La figura felina, con la sua eleganza e mistero, è perfetta per esplorare come l’acquerello interagisce con la texture della carta per pastello, che cattura e diffonde il colore in modi inaspettati.

Il processo creativo. Dal bozzetto al risultato finale

Il mio primo passo è stato realizzare un delicato bozzetto a matita, senza appesantire troppo il disegno. L’acquerello, per sua natura, tende a dare una sensazione di leggerezza, ma in questo caso ho preferito dare un segno più grafico. Utilizzando anche l’ink Sakura per i contorni. 

La carta per pastello ha una texture che, all’inizio, sembrava un po’ più difficile da gestire rispetto alla tradizionale carta per acquerello, che solitamente permette una bagnatura più uniforme. La superficie alveolata , però, ha conferito un effetto interessante. Questo ha dato vita a una serie di sfumature quasi impreviste, che ho deciso di sfruttare per aggiungere un tocco di spontaneità al mio lavoro.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è stato come la carta per pastello, pur mantenendo la sua texture visibile, ha consentito di sovrapporre strati di colore senza compromettere l’intensità della tonalità, ma piuttosto arricchendola. Questo mi ha dato maggiore libertà nell’esplorazione delle ombre e dei riflessi, riuscendo a rendere più verosimili alcune parti del gatto. 

Riflessioni… 

Questo esperimento mi ha confermato quanto l’arte sia un campo di infinite possibilità. L’acquerello su carta per pastello, sebbene poco convenzionale, ha offerto risultati sorprendenti che non avrei mai immaginato. La combinazione di una superficie ruvida e il fluire delicato dei colori ha creato un’opera che, pur nel suo realismo, mantiene un’energia naturale e spontanea, proprio come la bellezza di un gatto.

Continuerò a esplorare questa tecnica e sono curiosa di vedere come evolverà il mio approccio nei prossimi lavori. Se anche voi siete appassionati di acquerello o semplicemente volete scoprire nuovi modi di esprimervi artisticamente, vi invito a sperimentare  con diversi materiali. La bellezza dell’arte risiede proprio nella sua capacità di sorprenderci e di portare alla luce nuove forme di espressione.