Aspettando la primavera…

Fuori piove. Il cielo è grigio, le pozzanghere tremano sotto le gocce insistenti, e l’aria profuma di terra bagnata. La primavera sembra lontana…

Eppure, sulla mia carta, i papaveri sbocciano già. Li traccio con l’inchiostro, come se potessi anticipare il tempo, come se ogni linea potesse convincere il sole a tornare. Fragili, sottili, neri come ombre in attesa di colore.

Forse è così che si invita la primavera… immaginandola prima che arrivi.🌸🌸🌸🌸

I ciclamini

Ciclamini, piccoli petali che danzano nell’aria fredda, come frammenti di colore in un mare di nebbia. Crescono tra le foglie cadute, fiorendo silenziosi, quasi nascosti, in un gesto di pura delicatezza.

Sono fiori di resistenza, che sfidano l’inverno e portano il rosa e il viola nei giorni più grigi, come un soffio di dolcezza sul mondo intorpidito dal gelo. Ogni ciclamino è un inno alla pazienza, un racconto di bellezza semplice e sincera, che si nasconde in un angolo del bosco, aspettando l’occhio attento che lo scopra.

Ci ricordano che, anche nei momenti più freddi, c’è un fiore che sa aspettare la primavera, conservando in sé la forza di rifiorire.

I ciclamini, acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr

L’ anemone rosa

In un giardino nascosto, un Anemone rosa nacque sotto la luce della luna piena. Si dice che il vento, quella notte, sussurrasse incantesimi… Nel primo mattino, il fiore si aprì, rivelando i suoi petali setosi, come se appartenesse a un mondo fatato. Ogni volta che la brezza lo sfiora, si narra che chi lo guarda possa udire un lieve canto, il richiamo di un tempo lontano, dove la natura e la magia erano una cosa sola…

Anemone Rosa, Acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr

Lupo dormiente

Il vento accarezza dolcemente le foglie mentre il lupo dormiente sogna boschi lontani,dove i fiumi scorrono liberi e la luna illumina sentieri nascosti….

Il lupo dorme…sa che la sua forza è sempre pronta…pronta a risvegliarsi quando è necessario

“Lupo dormiente” Acquerello su carta Hahnemühle 450 gr

Un’altra Aquila…

In natura, la morte è un sussurro , un atto di resa che prepara per nuovi germogli. Ciò che cade e si dissolve non scompare davvero, ma si trasforma in linfa invisibile, nutrendo le radici della vita. Ogni foglia che si posa al suolo, ogni creatura che chiude gli occhi, dona il proprio respiro all’universo, affinché la danza della creazione non si interrompa mai. È nell’ombra della fine che si accende il seme dell’inizio.

Un’altra Aquila…aquerello cm 30×40 su carta Hahnemühle 450 gr

“Aquila e gli Iris”

“Aquila e gli Iris” Acquerello cm 30×40 su carta Hahnemühle 450 g/m

“Aquila e gli Iris” forze apparentemente opposte, cielo e terra, il fisico e lo spirituale, un viaggio interiore dove lo spirito guerriero dell’aquila trova equilibrio e pace nella delicatezza dell’iris.

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È disponibile l’originale, o la stampa su ordinazione.

Narciso…

Dipingere questo fiore mi è piaciuto particolarmente, il motivo non lo so, è una cosa che non riguarda il risultato finale, se mi riesce più o meno bene ha poca importanza in tal senso, parlo di una sensazione piacevole nell’atto del dipingere…

Narciso era un giovane bello e affascinante. Un giorno, specchiandosi in un lago si innamorò di se stesso, Incapace di separarsi dal suo riflesso,  morì di fame e sete, trasformandosi così in un fiore , il Narciso ,che porta il suo nome. Così racconta il mito greco , una storia di vanità, e se il bel narciso ricercasse se stesso e la sua bellezza interiore? Mi piace credere sia così.

In effetti il Narciso rappresenta anche l’autoriflessione e la necessità di guardarsi dentro per trovare la verità e la saggezza.

Simbolo dell’aldilà per gli antichi romani, avevano l’usanza di piantare narcisi sulle tombe dei propri cari defunti.

Il suo nome deriva dal greco ναρκάω, narkào, «stordisco», e fa riferimento all’odore penetrante ed inebriante dei fiori di alcune specie

La giunchiglia fa parte del genere dei Narcisi. Teniamo a mente però che  tutte le giunchiglie sono narcisi ma non tutti i narcisi sono giunchiglie. A volte il termine “giunchiglia” viene utilizzato comunemente per definire il narciso.

Il Papavero…

Il papavero è il fiore dai tanti significati simbolici.  Simbolo di pace, di morte, di sonno profondo,di  successo, bellezza, passione,  devozione… è un fiore affascinante che non lascia indifferenti , pensiamo alla sensazione di quando vediamo un campo che si tinge di rosso …

“Papavero” Acquerello e ink cm 20×20 su carta 100% cotone

I papaveri rossi, in particolare, sono ampiamente riconosciuti come simbolo di memoria per i soldati caduti, soprattutto quelli della Prima Guerra Mondiale. Questo simbolismo ha una storia interessante e toccante…

 L’uso del papavero rosso come simbolo di memoria deriva dalla poesia “In Flanders Fields”, scritta dal tenente colonnello canadese John McCrae nel 1915. La poesia descrive i papaveri che crescono tra le tombe dei soldati nel campo di battaglia delle Fiandre, in Belgio.

 La visione di McCrae ispirò Moina Michael, una professoressa americana, a indossare un papavero rosso in memoria dei soldati caduti. Nel 1918, Michael iniziò una campagna per far adottare il papavero come simbolo di ricordo. Il suo lavoro portò alla diffusione del papavero come simbolo in vari paesi del Commonwealth.

 Nel Regno Unito, la Royal British Legion organizza ogni anno il “Poppy Appeal”, una raccolta fondi attraverso la vendita di papaveri artificiali. I proventi vanno a sostegno dei veterani e delle loro famiglie. Il Remembrance Day, celebrato l’11 novembre, vede molte persone indossare papaveri rossi in onore dei caduti.

Anche se il papavero rosso è il simbolo più conosciuto, ci sono altre varianti utilizzate per scopi specifici. Ad esempio, il papavero bianco è usato da coloro che vogliono commemorare tutte le vittime delle guerre, compresi i civili, e promuovere la pace.

 Oltre al significato specifico legato alle guerre mondiali nel Commonwealth, i papaveri sono anche utilizzati in altre culture per commemorare i morti o come simbolo di speranza e rinascita.

Il papavero rosso come simbolo di memoria è quindi un potente emblema che racchiude in sé sia il ricordo del sacrificio umano che la speranza per un futuro di pace.

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“L’Ibis”

Questa mattina ho terminato l’acquerello e come promesso vi lascio qualche curiosità (cercate sul web) di questo uccello così particolare.

È originario dell’Africa subsahariana. In Egitto, paese in cui adesso è praticamente estinto,  era venerato come simbolo del dio Thot.

Si è naturalizzato anche in Italia lo possiamo trovare lungo i fiumi…dalle mie parti sono numerosi.

È solitamente un tipo silenzioso, ma quando emette dei suoni sono veramente striduli.

In natura ha pochi predatori, soprattutto nelle nostre zone e ama stare in compagnia di altri Ibis.

I primi ibis sacri africani portati in Europa furono una coppia importata dall’Egitto in Francia a metà del 1700. Durante l’Ottocento vi furono i primi avvistamenti di esemplari fuggiti dagli zoo in Europa (in Austria ed Italia).

Le popolazioni selvatiche in Italia potrebbero essere state introdotte dallo zoo Le Cornelle che, all’inizio degli anni ’80, possedeva una colonia libera…ma guarda un po’ ho sempre pensato che fossero migrati direttamente dall’Africa.

Spero vi siano piaciute queste piccole curiosità! Al prossimo acquerello.

“L’ Ibis” Acquerello e ink cm 30×40 su carta Hahnemühle Turner 300gr, acquerelli utilizzati Gansai Tambi kuretake, ink Sakura pigma micron

Disegno del nuovo acquerello

Ibis sacro

Durante le mie passeggiate con i cani, lungo le rive dei fiumi, nelle nostre campagne, è facile vedere spiccare il volo questi uccelli così particolari. Non li ho mai trovati belli, anzi… Tuttavia, questa mattina, mentre ne disegnavo il ritratto , ho iniziato a vederlo sotto una luce diversa. I dettagli ne hanno rivelato un fascino inaspettato. L’osservazione attenta e la pazienza del disegno mi hanno permesso di apprezzare la loro eleganza e la loro unicità. A volte, la bellezza si nasconde nei particolari.