Per alcuni artisti è difficile iniziare per altri fermarsi…io appartengo alla seconda categoria… Non so cosa sia peggio… per quanto mi riguarda la seconda… quanti lavori rovinati perché non ho saputo fermarmi…ok alla fine trovi sempre la persona che adora quel lavoro che tu ritieni orribile. Mai stracciare niente…(io alcune cose le ho buttate) e poi può succedere che dopo anni non lo trovi così tremendo….Con i nuovi lavori ad acquerello sono alla ricerca di più “pulizia” voglio togliere, cerco l’essenziale…ma quanto è difficile, quando si è fatto anni alla ricerca del particolare.
Colorare alla prima… Muscari
Colorare alla prima senza preparare il disegno mi aiuta ad affinare la tecnica artistica in diversi modi.
Prima di tutto, stimola il controllo mano-occhio e la coordinazione motoria, poiché si tratta di reagire istintivamente al foglio bianco.
Inoltre, incoraggia a sviluppare un senso intuitivo per il colore, la composizione e la prospettiva, poiché si deve prendere decisioni rapide senza pianificazione preliminare.
Questo processo può anche rafforzare la capacità di risolvere problemi in modo creativo, poiché si impara ad adattarsi e a correggere eventuali errori sulla strada.
Infine, colorare alla prima permette di esplorare nuove tecniche e stili artistici, incoraggiando la sperimentazione e la crescita personale nell’arte. È lasciarsi trasportare dall’istinto e dalla libertà, senza limitarsi a schemi predefiniti. Porta sicuramente a risultati genuini, dando vita a opere d’arte uniche e personali. È un modo meraviglioso per liberare la mente.
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Alti e bassi…
Quando il cielo si riempie di nuvole grigie e il suono della pioggia batte dolcemente sul tetto, io trovo la mia pace. Ho sempre amato le giornate piovose, con il loro fascino silenzioso e il senso di tranquillità che portano con sé. Ma negli ultimi giorni, questa pioggia incessante mi sta mettendo un mal umore…
Accudire i miei amati animali, Conor il mio cavallo e le caprette diventa più difficile con ogni acquazzone. Lavorare nel fango e nell’umidità diventa una sfida, ma sono sempre gratificata dalla loro compagnia anche sotto la pioggia.
Non posso negare il mio desiderio di primavera… È così che ho trovato ispirazione per il mio ultimo acquerello.
Guardando una foto scattata qualche primavera fa nel mio giardino spettinato ho cercato di catturare la sua bellezza e la sua vitalità sulla carta. Ma i toni che sono emersi, riflettono forse il mio stato d’animo influenzato da queste giornate scure.
E così mi trovo a riflettere sulle dualità della vita: la luce e l’oscurità, la pioggia e il sole, la gioia e la sfida. Ma anche in mezzo a queste dualità, c’è bellezza e crescita.

Le origini dell’Acquerello
Visto che vorrei introdurre anche l’uso dell’Acquerello per i miei lavori, ho cercato qualcosa sulle sue origini.
L’acquerello, con la sua capacità di catturare la trasparenza e la luminosità dei colori, ha una storia che parte dalla preistoria, quando i primi esseri umani iniziarono a esprimere la loro creatività attraverso la pittura rupestre.
Le prime forme di pittura rupestre risalgono a oltre 30.000 anni fa e si trovano in grotte sparse in tutto il mondo, dalle pareti delle grotte di Lascaux in Francia alle pitture rupestri dell’Australia e dell’Africa. Sebbene non utilizzassero l’acquerello come lo conosciamo oggi, questi antichi artisti utilizzavano pigmenti naturali, come ossidi di ferro per il rosso e carbone per il nero, mescolati con acqua o sostanze animali grasse, per dipingere immagini di animali, persone e scene di caccia.
Con il passare del tempo, le tecniche pittoriche si sono evolute. Nell’antico Egitto, ad esempio, gli artisti usavano pigmenti misti con gomma arabica come legante per dipingere sui papiri. Anche nell’antica Cina, circa 4000 anni fa, si sviluppò una forma primordiale di acquerello, utilizzando pigmenti minerali e vegetali disciolti in acqua e applicati su seta o carta di riso.
E in occidente? … Non possiamo non parlare del Rinascimento.
Durante il Rinascimento europeo, l’acquerello iniziò a diffondersi in Occidente. Artisti come Albrecht Dürer e Leonardo da Vinci sperimentarono questa tecnica, utilizzandola principalmente per schizzi e studi preparatori. Tuttavia, furono i maestri del XVIII e XIX secolo, come William Turner e John Constable, a portare l’acquerello a nuove vette artistiche, utilizzandolo come medium principale per le loro opere.
Nel corso del XX secolo, l’acquerello ha continuato a evolversi come forma d’arte. Artisti come Paul Klee e Georgia O’Keeffe hanno introdotto nuove tecniche e approcci espressivi, spingendo i confini dell’acquerello tradizionale. Oggi, l’acquerello continua ad essere un medium amato e praticato da artisti di tutto il mondo, con una vasta gamma di stili e approcci, sempre molto apprezzato.
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