Ci sono

È da un po’ che questo spazio resta in silenzio. In realtà dietro questo silenzio c’è stato molto lavoro lento e concentrato. Sto terminando l’ultimo acquerello su commissione, quello dedicato ai fiori montani di cui avevo scritto qualche articolo fa. 

Concludere questo ultimo acquerello segna anche una soglia. Ho deciso di non prendere più commissioni. Dirlo così sembra semplice, ma non lo è affatto. Le commissioni sono una strada sicura danno una direzione già tracciata, rispondono a un’attesa esterna. Creare qualcosa di proprio invece è come esporsi a cielo aperto, senza garanzie, con l’unica bussola del sentire.

A questo si aggiunge un cambiamento più profondo, forse meno visibile ma decisivo, il mio processo artistico si è allungato, si è fatto più meditato. Non c’è  solo il tempo della pittura ma anche quello che la precede e quello che la accompagna. Prima di dipingere, ascolto di più. Lascio sedimentare immagini, emozioni, ricordi. E accanto al colore è entrata con naturalezza la scrittura.

Scrivere non è un commento all’opera, né una spiegazione. È parte del processo stesso. A volte le parole arrivano prima come un terreno da preparare; altre volte seguono per raccogliere ciò che il gesto ha lasciato in sospeso. Scrittura e acquerello si osservano, si influenzano, si concedono pause. Questo rende tutto più lento, ma anche più necessario. Non c’è più l’urgenza di “produrre”, c’è il desiderio di comprendere.

So bene che è più facile vendere ciò che nasce su richiesta che ciò che nasce da dentro. Ma l’arte, quella che resta, spesso arriva da un punto meno comodo e più vero. È un rischio ma è anche una forma di fedeltà a me stessa, al mio modo di guardare il mondo, me lo devo. 

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Dedicandomi al prossimo acquerello e al prossimo racconto

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Su di me…

I Racconti dell’Hedera – opere che raccontano. Presto anche su questo blog.

Ogni mio acquerello è un piccolo universo: nasce dal colore, ma vive davvero solo quando incontra una storia.
Per questo ogni opera è accompagnata da un racconto originale, scritto da me. Insieme formano un’unica esperienza… un frammento di poesia da custodire, leggere e guardare.

Chi acquista una mia opera non riceve soltanto un dipinto, ma anche la voce della storia che lo abita.

Puoi seguire il progetto e leggere i racconti su I Racconti dell’Hedera

© Umberta Ruffini, “I Racconti dell’ Hedera”. Tutti i diritti riservati.Ogni testo e acquerello è opera originale dell’autrice.Opera depositata e tutelata tramite Patamu (cod. deposito n. 272041)

“I Racconti dell’Hedera” arriveranno presto anche su questo blog!

✨🦋L’acquerello e il suo racconto.🦋✨

Aspettando la primavera…

Fuori piove. Il cielo è grigio, le pozzanghere tremano sotto le gocce insistenti, e l’aria profuma di terra bagnata. La primavera sembra lontana…

Eppure, sulla mia carta, i papaveri sbocciano già. Li traccio con l’inchiostro, come se potessi anticipare il tempo, come se ogni linea potesse convincere il sole a tornare. Fragili, sottili, neri come ombre in attesa di colore.

Forse è così che si invita la primavera… immaginandola prima che arrivi.🌸🌸🌸🌸

🌸Peonie🌸

Ho scelto toni vintage per dipingerle, perché queste sfumature raccontano di ricordi lontani, di sogni che si intrecciano con la natura. Ogni pennellata è un invito a perdersi nella loro bellezza effimera, a respirare il silenzio poetico che solo i fiori sanno regalare.

Si narra che il Buddha, in uno dei suoi viaggi, camminò tra un campo di peonie. Ad ogni passo, i fiori sbocciavano rigogliosi, colmandolo di dolcezza e pace. È forse per questo che le peonie rappresentano la dolcezza: con i loro petali delicati e il loro profumo fresco, ci ricordano di rallentare, di abbracciare la bellezza semplice e gentile della vita.

Un fiore che porta armonia ovunque sbocci.

Peonie, acquerello cm 20×30 su carta Hahnemühle