Oggi voglio condividere con voi il mio ultimo disegno: una splendida Gazania. Questo fiore non è solo un piacere per gli occhi, ma ha delle caratteristiche affascinanti.
Le Gazanie, originarie del Sudafrica, sono conosciute per i loro vivaci e intensi colori che vanno dal giallo, arancione, rosso, rosa, fino al bianco.
Vengono chiamate “fiori del tesoro” per la loro straordinaria bellezza. Sono piante che amano il sole e i loro fiori si aprono solo alla luce del giorno, chiudendosi durante la notte o nei giorni nuvoloso, questa caratteristica si chiama fototropismo.
Nel linguaggio dei fiori e delle piante la gazania simboleggia la ricchezza, tale significato è dovuto ai suoi colori così decisi e ricchi.
La Gazania tollera benissimo la salsedine e questa qualità la rende perfetta per tutti i giardini al mare.
Spero che il mio disegno vi piaccia e vi ispiri a scoprire di più su questo meraviglioso fiore.
Acquerello e ink cm 20×20 su carta di cotone 100 %
Il “non ti scordar di me”, noto anche come Myosotis (Myosotis sylvatica) è una pianta ricca di curiosità interessanti:
(Da non confondere con la veronica o occhio della Madonna)
Il nome “myosotis” deriva dal greco e significa “orecchio di topo”, in riferimento alla forma delle foglie.
La pianta è un simbolo di amore e ricordo eterno. È spesso associata al ricordo di persone care e a promesse di non dimenticare qualcuno.
Una leggenda tedesca racconta di un cavaliere e la sua dama che passeggiavano lungo un fiume. Il cavaliere raccolse un fiore, ma cadde nel fiume e, mentre veniva trascinato via, lanciò il fiore alla sua amata gridando “Non ti scordar di me!”.
In epoca vittoriana, i “non ti scordar di me” erano spesso usati negli ornamenti floreali e nei giardini come simbolo di amore sincero e di ricordo.
Il papavero è il fiore dai tanti significati simbolici. Simbolo di pace, di morte, di sonno profondo,di successo, bellezza, passione, devozione… è un fiore affascinante che non lascia indifferenti , pensiamo alla sensazione di quando vediamo un campo che si tinge di rosso …
“Papavero” Acquerello e ink cm 20×20 su carta 100% cotone
I papaveri rossi, in particolare, sono ampiamente riconosciuti come simbolo di memoria per i soldati caduti, soprattutto quelli della Prima Guerra Mondiale. Questo simbolismo ha una storia interessante e toccante…
L’uso del papavero rosso come simbolo di memoria deriva dalla poesia “In Flanders Fields”, scritta dal tenente colonnello canadese John McCrae nel 1915. La poesia descrive i papaveri che crescono tra le tombe dei soldati nel campo di battaglia delle Fiandre, in Belgio.
La visione di McCrae ispirò Moina Michael, una professoressa americana, a indossare un papavero rosso in memoria dei soldati caduti. Nel 1918, Michael iniziò una campagna per far adottare il papavero come simbolo di ricordo. Il suo lavoro portò alla diffusione del papavero come simbolo in vari paesi del Commonwealth.
Nel Regno Unito, la Royal British Legion organizza ogni anno il “Poppy Appeal”, una raccolta fondi attraverso la vendita di papaveri artificiali. I proventi vanno a sostegno dei veterani e delle loro famiglie. Il Remembrance Day, celebrato l’11 novembre, vede molte persone indossare papaveri rossi in onore dei caduti.
Anche se il papavero rosso è il simbolo più conosciuto, ci sono altre varianti utilizzate per scopi specifici. Ad esempio, il papavero bianco è usato da coloro che vogliono commemorare tutte le vittime delle guerre, compresi i civili, e promuovere la pace.
Oltre al significato specifico legato alle guerre mondiali nel Commonwealth, i papaveri sono anche utilizzati in altre culture per commemorare i morti o come simbolo di speranza e rinascita.
Il papavero rosso come simbolo di memoria è quindi un potente emblema che racchiude in sé sia il ricordo del sacrificio umano che la speranza per un futuro di pace.
Durante le mie passeggiate con i cani, lungo le rive dei fiumi, nelle nostre campagne, è facile vedere spiccare il volo questi uccelli così particolari. Non li ho mai trovati belli, anzi… Tuttavia, questa mattina, mentre ne disegnavo il ritratto , ho iniziato a vederlo sotto una luce diversa. I dettagli ne hanno rivelato un fascino inaspettato. L’osservazione attenta e la pazienza del disegno mi hanno permesso di apprezzare la loro eleganza e la loro unicità. A volte, la bellezza si nasconde nei particolari.
Vi presento il nuovo lavoro ad acquerello con un breve racconto…
Il mio piccolo giardino spettinato è un angolo selvaggio e incantato dove le piante danzano al vento e gli uccelli cantano all’alba, c’è un maestoso albero di Sambuco. Le sue fronde creano un rifugio perfetto per una famiglia di gazze che ha costruito il nido. Il Sambuco è generoso, con la sua saggezza antica, accoglie i piccoli offrendo loro un luogo sicuro per sperimentare i primi voli tra le sue fronde, pronte a sostenerli in un morbido abbraccio qualora dovessero cadere.
La gazza cm 30×40 Su carta Hahnemühle Turner 300 gr
L’arte come bellezza, messaggio, ma anche oggetto che si vende.
Per me l’arte è un connubio di bellezza, espressione e… mercato. Può portare un messaggio o un’emozione, ma non possiamo ignorare il suo valore commerciale. La vendita può essere vista come una forma di apprezzamento e sostegno per noi artisti, ma anche come una sfida tra la creatività e il commercio.
Da un lato, ci può permettere di vivere della nostra arte e di raggiungere un pubblico più ampio. Dall’altro, c’è il rischio che diventi una merce soggetta a tendenze di mercato, perdendo in genuinità e in significato. Questo equilibrio tra valorizzazione artistica e commerciale è un tema onnipresente.
Perciò , la commercializzazione dell’arte può influenzare la percezione del suo valore intrinseco. Il prezzo di un’opera può essere determinato da fattori quali la fama dell’artista, la rarità dell’opera e le tendenze di mercato, piuttosto che dalla sua qualità artistica. Questo può generare una distorsione tra il valore reale dell’arte e il suo valore di mercato.
Gli artisti potrebbero sentirsi incentivati a conformarsi alle aspettative del mercato piuttosto che perseguire la propria visione creativa? . Tuttavia, la commercializzazione può anche fornire risorse finanziarie che ci consentono di sperimentare e realizzare progetti più ambiziosi.
Colorare alla prima senza preparare il disegno mi aiuta ad affinare la tecnica artistica in diversi modi.
Prima di tutto, stimola il controllo mano-occhio e la coordinazione motoria, poiché si tratta di reagire istintivamente al foglio bianco.
Inoltre, incoraggia a sviluppare un senso intuitivo per il colore, la composizione e la prospettiva, poiché si deve prendere decisioni rapide senza pianificazione preliminare.
Questo processo può anche rafforzare la capacità di risolvere problemi in modo creativo, poiché si impara ad adattarsi e a correggere eventuali errori sulla strada.
Infine, colorare alla prima permette di esplorare nuove tecniche e stili artistici, incoraggiando la sperimentazione e la crescita personale nell’arte. È lasciarsi trasportare dall’istinto e dalla libertà, senza limitarsi a schemi predefiniti. Porta sicuramente a risultati genuini, dando vita a opere d’arte uniche e personali. È un modo meraviglioso per liberare la mente.
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Anni fa acquistai della carta fatta a mano, durante un palio medioevale, dove si riproponevano gli antichi lavori, fu interessante vederne il processo, quei fogli li misi da parte….per me molto preziosi… Non mi ritenevo ancora in grado di utilizzarli al meglio, “li ho dimenticati” e mi sono focalizzata sull’uso del pastello e dell’olio.
Decido di riprendere in mano gli Acquerelli, e approfondire la tecnica…
Qualche giorno fa ho acquistato un tacquino di carta fatta a mano…quei fogli dal sapore medioevale li utilizzerò più in là…sperando non trascorrono ancora anni…
Ogni foglio di carta è unico, con diverse tonalità e venature
La carta è ottenuta dagli stracci con un processo artigianale che richiede una grande attenzione ai dettagli e una maestria nell’esecuzione. Inizialmente, gli stracci di tessuto vengono selezionati attentamente per garantire la migliore qualità e consistenza della carta finale. Questi stracci possono provenire da vecchi tessuti di cotone, lino o canapa.
Una volta selezionati, gli stracci vengono macerati in acqua per separare le fibre tessili. Questo passaggio è cruciale perché determina la qualità e le caratteristiche della polpa della carta. Dopo la macerazione, la polpa viene mescolata per ottenere una consistenza uniforme e omogenea.
Viene delicatamente pressato per rimuovere l’acqua in eccesso e per consolidare le fibre. Questo processo può essere eseguito manualmente o con l’ausilio di macchinari appositi, a seconda delle tecniche utilizzate e della scala di produzione.
Dopo la pressatura, i fogli di carta vengono stesi e asciugati. Questo può avvenire in ambienti controllati o all’aria aperta. Una volta asciutti, i fogli vengono levigati o rifiniti a mano per ottenere una superficie uniforme e liscia, oppure lasciati più grezzi.
La carta pressata a mano è apprezzata non solo per la sua qualità superiore e la sua texture distintiva, ma anche per il suo impatto ambientale ridotto rispetto alla produzione di carta vergine. Utilizzando materiali riciclati come gli stracci, si riduce la necessità di abbattere alberi per la produzione di carta, contribuendo così alla conservazione delle risorse naturali e alla sostenibilità ambientale.
Quando il cielo si riempie di nuvole grigie e il suono della pioggia batte dolcemente sul tetto, io trovo la mia pace. Ho sempre amato le giornate piovose, con il loro fascino silenzioso e il senso di tranquillità che portano con sé. Ma negli ultimi giorni, questa pioggia incessante mi sta mettendo un mal umore…
Accudire i miei amati animali, Conor il mio cavallo e le caprette diventa più difficile con ogni acquazzone. Lavorare nel fango e nell’umidità diventa una sfida, ma sono sempre gratificata dalla loro compagnia anche sotto la pioggia.
Non posso negare il mio desiderio di primavera… È così che ho trovato ispirazione per il mio ultimo acquerello.
Guardando una foto scattata qualche primavera fa nel mio giardino spettinato ho cercato di catturare la sua bellezza e la sua vitalità sulla carta. Ma i toni che sono emersi, riflettono forse il mio stato d’animo influenzato da queste giornate scure.
E così mi trovo a riflettere sulle dualità della vita: la luce e l’oscurità, la pioggia e il sole, la gioia e la sfida. Ma anche in mezzo a queste dualità, c’è bellezza e crescita.