Tra una pennellata e l’altra… si accettano nuove sfide

Ho preparato il disegno per un murales esterno, nuova sfida 😊, le dimensioni sono abbastanza grandi perciò ho lavorato con un foglio attaccato ad una parete di casa. Il soggetto rappresenta due cavalli che eseguiro`a pennello con colori acrilici. Non vedo l’ora di iniziare sperando che questo caldo si plachi un po’, non lo sopporto proprio … Cercherò di mettere qualche foto del lavoro quando lo inizierò.

Questione di dettagli

Mattina proficua , tra qualche step inizio il trip dei particolari , si inizia e non si sa quando si termina , potrei andare avanti all’infinito…e non essere mai soddisfatta.

Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i dettagli; ma dato che questi sono quasi sterminati, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette.
(François de La Rochefoucauld)

Nel mio studio

“Disegna ciò vedi e non quello che pensi di vedere”

Il disegno non è improvvisazione , soprattutto se ci avviciniamo al realismo e vogliamo riprodurre dal vero o da foto. Il disegno ben fatto  è tecnica e disciplina. La tecnica si impara e senza la disciplina è duro portare a termine dei progetti. Delusione? pensavate all’artista come personaggio fuori le righe ,  il cui modo di dipingere , sembra frutto di improvvisazione ,  di segno casuale? L’esempio più facile pensate a Picasso…vi assicuro che conosceva molto bene le basi del disegno , pensate alla sua famosa frase “a 12 anni sapevo disegnare come Raffaello però ci ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino“.

Anche l’estro o tutto ciò che può sembrarvi improvvisato proviene dallo studio , il vero atto creativo per me è quando si apprendono bene le regole , si digeriscono , si trasformano , fino a sfociare solo in seguito nell’ originalità che contraddistingue l’artista.

Riprendendo il titolo “disegnare ciò che vedi e non quello che pensi di vedere” significa
➡️Imparare ad osservare il soggetto che andremo a riprodurre.
L’osservazione differisce dal guardare perché implica un’ attenzione maniacale… Le forme , le sfumature , i primi piani , i colori , le luci , le ombre , le dimensioni , le proporzioni , ogni più piccolo particolare.
➡️ Capire quale tecnica pittorica può rendere il più fedele possibile il soggetto.
➡️ Capire il materiale più consono da usare , esempio se l’opera sarà su carta , dovremmo conoscere i tipi di carta più appropriati. ( idea per un prossimo articolo)
➡️Capire come procedere per colorare , a sezioni oppure a campiture , a sezioni si colorano dettagliatamente piccole parti e man mano si procede. A campiture per esempio si stende lo sfondo e poi un fondo su tutto il disegno per poi mano a mano procedere con i dettagli.
È un processo veramente lungo l’osservazione , ma è fondamentale.

Nuovo studio, ritratto di cavallo a olio.

Studio di cavallo, (l’immagine di riferimento pixabay)

Sfondo, sfondo, sfondo, amo quelli neutri non troppo complessi, un poco sfumati, e non troppo in contrasto con il soggetto principale. Amo i colori delle terre, i verdi, i colori che la natura ci regala.

La natura non fa nulla di inutile. (Aristotele)

Lavoro terminato Particolari…

Prima di iniziare un lavoro ho quasi sempre una specie di blocco, poi dopo tanto tempo che non prendevo in mano un pennello ho anche cestinato dall’ inizio alcuni tentativi…il passaggio che preferisco é lavorare sui particolari, quei piccoli tocchi che rendono unico il ritratto, è veramente rilassante… l’importante è riuscire a fermarsi, si può veramente continuare all’infinito… Ad un certo punto bisogna posare il pennello ed è quello che ho fatto oggi!

Alla prossima… Posto il ritratto finito.

Altro studio di cavallo

Sto preparato un nuovo studio , l’idea sarebbe quella di realizzarne una versione ad olio ed una a pastelli . Come potete vedere nelle foto per ora ho riportato il disegno su una tela. Il procedimento che seguo solitamente anche per le commissioni è di preparare un disegno dalle proporzioni adeguate alla carta o alla tela , e ricalcarlo sul supporto scelto con una carta copiativa per belle arti , mi raccomando non usate la carta copiativa da ufficio ! La preparazione del disegno su un foglio di brutta serve per non pasticciare sul nostro bel cartoncino costoso e rovinarne la superficie adoperando  magari una gomma e un tratto non proprio preciso.  La gomma anche su un foglio di brutta è da cestinare completamente perché cancellando  il tratto sbagliato lo si risbaglia di nuovo , abbiamo cancellato un riferimento.
Se il ritratto è di piccole dimensioni e se avete tante commissioni da portare avanti  si può stampare l’immagine e ricalcarla direttamente sul supporto. Ma questa ultima opzione è valida solo se si sa disegnare. Solitamente  disegno sul foglio di brutta a mano libera , altre volte mi sono aiutata con la griglia , ma è un metodo che a mio avviso , preciso, parere del tutto personale , non fa acquisire manualità e disabitua l’occhio a capire le proporzioni. Tutto ciò che vedete scritto è ciò che faccio io ,  ognuno con il tempo trova un metodo . Alla fine è il risultato che conta…per il committente…per l’ artista conta anche il percorso con cui ci si arriva e molte volte è lastricato di frustrazioni , non si è mai completamente soddisfatti…

Sulla pittura ad olio… Parte 6

In barca sulla Senna
Pierre Auguste Renoir

Bagnato su bagnato.

Con questa tecnica è possibile finire il lavoro in un’unica sessione ma questo non significa che sia semplice , per ottenere un ottimo risultato  bisogna conoscere bene la teoria del colore possedere una buona manualità , per intenderci dobbiamo aver in testa il dipinto finito.
“Bagnato su bagnato” si chiama così perchè è possibile applicare un colore fresco  sopra un colore non ancora asciutto.
Avete presente le opere impressioniste? Nell’immagine potete vedere un’opera di Renoir dipinta con questa tecnica , notate la  luminosità? . E la difficoltà a mio parere più difficile da ottenere se non si padroneggia questo modo di dipingere perché si rischia di mischiare in modo eccessivo il colore e di conseguenza di smorzarlo.

Pennellata dopo pennellata…

Questa mattina ho ripreso con i colori ad olio lo studio del cavallo , la foto di riferimento l’ho scaricata da Pixabay, un sito dove si possono utilizzare immagini gratis o con un piccolo contributo, e qui apro parentesi sull’utizzo delle foto, per chi è alle prime armi consiglio di non usare mai foto senza chiedere il permesso a chi le ha scattate, soprattutto foto di professionisti per loro come per noi è un lavoro, passione da tutelare. Per i nostri studi ci vengono in aiuto pubblicando foto prive di copyright su questi siti appositi. Meglio ancora sarebbe scattarsi foto da soli, ma comprendo che se ti vuoi disegnare il diavolo della Tasmania risulta un po’ difficile. Chiusa parentesi… È da un bel po’ che non prendevo in mano i pennelli, le commissioni degli ultimi anni le ho eseguite tutte con matite colorate e pastelli, una tecnica che mi ha dato non poche soddisfazioni, ma i vecchi amori a volte ritornano, benché in passato le prime commissioni siano state eseguite esclusivamente a olio su tela per riprendere la mano ci ho messo qualche settimana di frustrazione totale, prove, errori, sono alla ricerca di un nuovo modo di dipingere, di un mio modo da consolidare…gli studi servono proprio a questo…in corso d’opera ho deciso di ingrandire un po’ l’occhio del cavallo, di renderlo più vispo e attento… c’è ancora parecchio lavoro da fare.

Pastelli (parte 2)

Oggi vi parlo di dove utilizzare i pastelli morbidi .

I pastelli solitamente si usano su carta , personalmente ho fatto un esperimento su tela cartonata , e devo dire che tutto sommato sono stata abbastanza soddisfatta anche se il miglior supporto rimane la carta.

Ma quale carta? Non certamente una qualsiasi.

Si usano due tipi di carta principalmente , la ruvida , che comprende diversi stadi di ruvidezza , ci sono carte molto simili alla carta vetrata , cioè in parole povere possono presentare una grana molto fine o molto ruvida. La carta ruvida aiuta il pigmento a rimanere aggrappato alla sua superficie. Le diverse tipologie di ruvidità andranno scelte in base alla tecnica e al soggetto che vuoi ritrarre. Se si lavora molto sui dettagli una carta di minor ruvidezza sarà la scelta ottimale. Per definire meglio i dettagli solitamente si fa uso anche di matite pastello , queste hanno la caratteristica di essere un po’ più dure del pastello.

Un’ altra carta utilizzata da molti pastellisti è la carta vellutata , molto morbida e sicuramente si presta a opere dal tratto più etereo, meno marcato , si possono raggiungere ottimi risultati , io non la amo molto per il semplice fatto che provo fastidio nell’ utilizzarla! Ma è un fatto molto personale.

La buona via di mezzo , ebbene si! Esiste! E’ una carta ne troppo abrasiva ne troppo morbida come la velluto … ed è quella che prediligo , e che utilizzo ormai da tempo per i miei lavori , la carta Pastelmat di Clairefontaine . Mi piace perchè permette sia di realizzare sfumature delicate sia tratti decisi , e trovo che per realizzare ritratti animali è ottima.

Basilare rimane sempre lo sperimentare , in modo da trovare la carta più adatta alla vostra tecnica e al vostro stile….alla prossima