🐾Meo🐾

Oggi voglio presentarvi Meo. Un micio davvero speciale, che purtroppo non è più con la sua amica umana, ma che ha lasciato un’impronta profonda e piena di amore.

Meo parlava, sì… nel suo modo tutto felino ma chiarissimo. Aveva lo sguardo intelligente di chi sa ascoltare e rispondere, e sapeva persino dare il cinque con la zampa! Un piccolo gesto che dice tanto del suo carattere affettuoso e giocoso.

La sua umana me ne ha parlato con una dolcezza che mi ha commossa. Così ho deciso di ritrarlo proprio lì, sul suo divano preferito, dove si sentiva a casa e al sicuro. Un modo per rendergli omaggio, per fermare su carta quella presenza così viva.

Quando ritraggo animali che non ci sono più, sento sempre una responsabilità speciale: raccontare con i colori un amore che continua a vivere.

Ciao Meo, resterai sempre nei ricordi e nel cuore di chi ti ha amato.

“Meo” , pastelli cm 24×30

Attivismo quotidiano…

Attivismo quotidiano: quando l’arte diventa voce per ciò in cui crediamo

Spesso quando sentiamo la parola attivismo pensiamo a manifestazioni, grandi campagne, discorsi pubblici o gesti clamorosi. Ma l’attivismo può essere anche silenzioso, quotidiano, e profondamente personale. Non serve fare rumore per fare la differenza ma serve fare. 

Io ho scelto di usare l’arte. È il mio modo di comunicare ciò in cui credo: il rispetto per l’ambiente, per gli animali e per tutti gli esseri viventi.

Ogni soggetto che dipingo, ogni scelta di colore, ogni dettaglio nasce da un’intenzione. Non sono semplici immagini decorative: sono piccoli messaggi, emozioni che parlano di natura, di armonia, di cura.

Credo profondamente che la bellezza possa educare. Che osservare un animale ritratto con dolcezza, o un fiore dipinto con attenzione, possa risvegliare sensibilità. Che un’opera originale possa toccare corde interiori molto più a fondo di mille parole.

L’arte è il mio attivismo.

Non serve essere perfetti, né eroi. Basta iniziare da quello che sappiamo fare, con sincerità. Se ognuno di noi mette un pezzetto del proprio talento al servizio di un valore, quel valore si diffonderà.

E tu in quale modo fai sentire la tua voce e per cosa? 

Parliamo di carta…

Anni fa acquistai della carta fatta a mano, durante un palio medioevale, dove si riproponevano gli antichi lavori, fu interessante vederne il processo, quei fogli li misi da parte….per me molto preziosi… Non mi ritenevo ancora in grado di utilizzarli al meglio, “li ho dimenticati” e mi sono focalizzata sull’uso del pastello e dell’olio. 

Decido di riprendere in mano gli Acquerelli, e approfondire la tecnica… 

Qualche giorno fa ho acquistato un tacquino di carta fatta a mano…quei fogli dal sapore medioevale li utilizzerò più in là…sperando non trascorrono ancora anni…

Ogni foglio di carta è unico, con diverse tonalità e venature

 La carta è ottenuta dagli stracci con un processo artigianale che richiede una grande attenzione ai dettagli e una maestria nell’esecuzione. Inizialmente, gli stracci di tessuto vengono selezionati attentamente per garantire la migliore qualità e consistenza della carta finale. Questi stracci possono provenire da  vecchi tessuti di cotone, lino o canapa.

Una volta selezionati, gli stracci vengono macerati in acqua per separare le fibre tessili. Questo passaggio è cruciale perché determina la qualità e le caratteristiche della polpa della carta. Dopo la macerazione, la polpa viene mescolata per ottenere una consistenza uniforme e omogenea.

 Viene delicatamente pressato per rimuovere l’acqua in eccesso e per consolidare le fibre. Questo processo può essere eseguito manualmente o con l’ausilio di macchinari appositi, a seconda delle tecniche utilizzate e della scala di produzione.

Dopo la pressatura, i fogli di carta vengono  stesi e asciugati. Questo può avvenire in ambienti controllati o all’aria aperta. Una volta asciutti, i fogli vengono levigati o rifiniti a mano per ottenere una superficie uniforme e liscia, oppure lasciati più grezzi. 

La carta pressata a mano è apprezzata non solo per la sua qualità superiore e la sua texture distintiva, ma anche per il suo impatto ambientale ridotto rispetto alla produzione di carta vergine. Utilizzando materiali riciclati come gli stracci, si riduce la necessità di abbattere alberi per la produzione di carta, contribuendo così alla conservazione delle risorse naturali e alla sostenibilità ambientale.

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Carta Artwai, Indigo pressata a mano

La foto perfetta per il ritratto realistico

Come scegliere la foto di riferimento per il ritratto del tuo animale. 

Lavoro principalmente su ritratti realistici che catturino ogni dettaglio ed emozione, la scelta della foto di riferimento giusta è fondamentale. Ecco alcuni consigli su come selezionare la foto perfetta:

1 Illuminazione di qualità : Assicurati che la foto abbia una buona illuminazione. La luce naturale è spesso la migliore , in quanto evidenzia i dettagli e le sfumature del soggetto. 

2 Espressione naturale: Cerca una foto in cui il soggetto abbia un’espressione spontanea. Evita pose obbligate, non forzare il tuo animale a stare fermo per una sessione di foto, ma impara a catturare alcuni momenti speciali, ti assicuro che questo accorgimento darà al ritratto un’aura veramente speciale. 

3 Dettagli chiari: Scegli una foto con dettagli chiari , come occhi , naso e bocca , sono fondamentali! Sono i dettagli che mi aiutano a rendere il ritratto più realistico.

4 Alta risoluzione: Opta per una foto ad alta risoluzione. Più dettagli hai a disposizione , meglio verrà il tuo ritratto… con un buon cellulare si possono scattare bellissime foto. 

5 Luce e ombra: Se possibile , utilizza una foto che mostri variazioni di luce e ombra sul soggetto. Questi dettagli aggiungono profondità al ritratto

Ricorda che la scelta della foto di riferimento influenzerà notevolmente il risultato finale del tuo ritratto. Prenditi il tempo per selezionarne una veramente ben fatta. 

Ma non preoccuparti se non ottieni una foto perfetta e magari anche un po’ sfocata , opterò per un lavoro dai tratti più artistici che non ti deluderà. 

Disegni mai finiti…

Trovarsi di fronte a un disegno incompiuto, nascosto in un angolo polveroso della nostra mente o riposto e dimenticato nei nostri schizzi. Riprenderlo in mano è come ritrovare un vecchio amico, una finestra nel tempo che ci riconnette con il passato e ci offre l’opportunità di dare vita a qualcosa di speciale.

Riprendere un disegno non finito richiede coraggio e pazienza. Dobbiamo ricollegarci all’ artista che eravamo in quel momento… È come riportare alla luce un sogno interrotto e dare forma alle idee che erano state accantonate.

Lo possiamo intendere come un atto di crescita personale. Ci insegna a non temere i progetti non completati, ma a vedere in essi un potenziale ancora inesplorato. È come dare a noi stessi una seconda possibilità , una nuova opportunità di mostrare quanto siamo cresciuti artisticamente.

In un mondo dell’arte dove spesso tutto deve essere nuovo e innovativo riprendere un disegno incompiuto è un atto di riconnessione con il nostro vero io creativo. Quindi, la prossima volta che ti trovi di fronte a un disegno lasciato in sospeso, non aver paura di riprenderlo.

Arte e Natura… L’animale più pericoloso del mondo

In questi giorni dove gli orsi sembrano essere diventati il capro espiatorio di tutti i nostri problemi, dove alcuni sapiens presi da antropocentrismo delirante prendono decisioni aberranti…vi racconto di una mostra allestita in un luogo molto particolare, uno zoo.

Nel 1963, lo zoo del Bronx, a New York, allesti` una mostra intitolata “L’animale più pericoloso del mondo”. C’erano solamente uno specchio e un testo che citava

Stai guardando l’animale più pericoloso del mondo. È l’unico, di tutti gli animali mai vissuti, che può sterminare (e l’ha già fatto) intere specie di animali. Ora ha il potere di distruggere ogni forma di vita sulla Terra” .

Nel 1968 la mostra fu replicata anche allo zoo di Brookfield, a Chicago.
Quella di New York fu inaugurata il 26 aprile. La scritta “L’animale più pericoloso del mondo” era in rosso sopra una gabbia. All’interno della gabbia c’era lo specchio. I visitatori praticamente si vedevano riflessi.  In seguito, il testo fu modificato in: “Questo animale, che aumenta al ritmo di 190000 esemplari ogni 24 ore, è l’unica creatura che abbia mai sterminato intere specie di altri animali. Ora ha il potere di spazzare via ogni forma di vita sulla Terra”.

Foto dal web, libera acquisizione. Questa è la fotografia di Garry Winogrand che accompagnava l’articolo pubblicato nella rivista Illustrated London News l’8 giugno del 1963

Questione di visibilità…

Un post che volevo scrivere da tempo…a chi fa arte, per chi fa arte, per chi si affaccia a questo mondo da poco. A quanti sarà capitato che la propria arte venisse barattata con la visibilità…tu lavori per me (gratis) ed io ti dò visibilità…che parolone, ma vi svelerò un segreto…

Artisti non credete di ricevere visibilità lavorando gratis per persone famose o pseudo famose ,o per chi si atteggia a tale


Ricorda..1) Lavorare gratis ti dà la visibilità di chi lavora gratis


Ricorda 2) Chi è realmente interessato paga il tuo lavoro… e non fa storie .


Ricorda 3) Con la visibilità non paghi le bollette, il tuo materiale per continuare a creare, non paghi il tuo sito, non ci fai niente… è inutile.
Con la visibilità tanto promessa non si CAMPA!!!


Ricorda 4) È chi paga e chi investe nel tuo lavoro che parlerà di te .


Il  lavoro artistico, e soprattutto il nostro tempo HA UN VALORE e deve essere retribuito, soprattutto da chi se lo può permettere.
Non regalate a gente che sapete può permettersi di spendere.
Non è giusto richiedere prestazioni gratuite
Chi vuole il vostro lavoro gratis non vi stima .

Novità all’orizzonte…

Eccomi di nuovo qui a raccontarvi qualcosa di me, o meglio questa volta sarà qualcun altro a raccontare di me, e non vi nego che sono moooolto curiosa. Ho ricevuto la proposta di un’intervista dalla giornalista Rossella Oricchio, ho empatizzato da subito con lei, ascoltando da prima la sua voce e in seguito leggendo come scrive… l’ho percepita come una persona profonda, una che va oltre alle recensioni solite che si scrivono a chi fa arte. Il tutto si è svolto con una piacevole chiacchierata dove mi sono trovata veramente a mio agio… Ora non mi resta che aspettare

Quando sarà pronta l’intervista la metterò sicuramente sul blog, ma nel frattempo vi scrivo il Link del sito di Rossella https://www.rossellaoricchiointervista.com/

Fare Arte…riflessioni

Una breve riflessione dopo aver letto qua e la cosa significhi fare Arte. Sento spesso dire che copiare da una foto non è fare arte (guarda caso sempre da chi pensa che schizzare due colori a caso lo sia, ricordando che prima di schizzare colori a caso, bisogna conoscere le basi) …

Rispondo con una frase di Aristotele…“l’arte è un classico esempio di imitazione della natura, che porta conforto, gioia e nello stesso tempo trasmette nuove conoscenze, che di norma sono nascoste entro l’animo umano”.


La copia fine a se stessa si vede… si sente.. la gente comune si accorge se stai lavorando tramite uno sterile meccanismo stilistico… si accorge se  interpreti un sentimento… si accorge se ci  metti il tuo sentimento. (Umby)

Work in progress…grazie per la foto di riferimento di Erik McLean Pexel

Questione di… Stile

Quando si parla di stile pittorico si entra in un mondo complesso e infinito, gli stili pittorici sono tantissimi, molti dei quali legati ad un preciso periodo storico. I primissimi stili artistici risalgono al periodo preistorico…tranquilli! non partirò da lì, e non farò nessun elenco noioso. Ma vi parlerò del mio stile

Iniziamo però con il fare chiarezza tra: stile realista, iperrealista, realistico, termini che possono creare confusione anche tra gli artisti stessi nel definirsi.

REALISMO : nasce in Olanda nel XVII secolo, dal naturalismo. Il realismo pittorico tentava di cogliere la realtà sociale; rappresentava la nuda realtà, senza allegorie. I pittori realisti dipingevano scene della vita quotidiana in modo fedele.

IPERREALISMO : Deriva dalla pop art, nasce intorno agli anni 60 negli USA, consiste in una riproduzione fotografica perfetta del soggetto, l’uso della foto ad altissima risoluzione permette di cogliere in maniera maniacale ogni minimo dettaglio, le opere appaiono così vere da non distinguerle dalla fotografia stessa. IPERREALISMO e FOTOREALISMO sono la stessa cosa? No,non lo sono, anche se prendono entrambe come riferimento una fotografia; l’Iperrealismo talvolta gioca con degli effetti pittorici per creare un’altra realtà.

Ed ora veniamo al mio stile, ritratti realistici di animali, una corrente abbastanza nuova, in realtà non è così… nuova perché si dipingono su commissione soprattutto animali domestici, in realtà prende spunto dal disegno naturalistico. ( e se vogliamo andare indietro nel tempo possiamo parlare di Leonardo, ma soprattutto di Albrecht Dürer)

PITTURA REALISTICA l’artista crea  ritratti realistici partendo da una foto, ma anche dalla realtà,  oltre a catturare le caratteristiche fisiche del soggetto, nel 90%dei casi lo conosce a 360 gradi e cerca di cogliere l’essenza e lo spirito del soggetto stesso. La pittura realistica può essere più o meno maniacale nel dettaglio, perciò può apparire come una foto, non è mai allegorica, non nasconde nessun significato da interpretare.

Con il tempo ho scoperto che lo stile realistico  mi  rappresenta, sono una persona molto diretta, curiosa, mi piace approfondire tutto ciò che faccio. Voglio che i miei disegni non nascondano nessun significato da interpretare, sono quello che vedete, per questo la mia ricerca artistica si è canalizzata soprattutto verso il mondo animale, privo di sovrastrutture, gli animali sono sinceri e diretti nel bene e nel male.

foto degli stili descritti

Realismo “Il dipinto del 1849: Gli spaccapietre di Gustave Courbet, che andò distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale”
Luciano Ventrone – Ricami – 2011, grande artista iperrealista del nostro tempo purtroppo morto nel 2021
Ritratto Realistico, Umberta Ruffini (studio di falco 2016)
Questo falco è volato in Olanda