Gli ultimi giorni di agosto… Metto ordine tra i colori, sistemo la scrivania come fosse un piccolo altare, preparo lo spazio per ciò che verrà.
Settembre è già in attesa, con nuove commissioni da iniziare, idee da mettere sulla carta, il bisogno di dare forma a ciò che finora era solo nella mia testa.
C’è una dolcezza in questo momento sospeso…l’estate che sfuma, l’autunno che accenna il passo, io che mi preparo a entrare nel ritmo creativo…
Sto letteralmente adorando la gouache, non è trasparente come l’acquerello, né severa come l’olio. È un abbraccio deciso. Dipingere con la gouache è come dar voce a ciò che non si dice. Pigmenti che si mescolano all’acqua e al silenzio , alla pazienza e a quel filo d’inquietudine che a volte, mi accompagna. Ogni pennellata placa un pensiero…
Ogni petalo che nasce è un piccolo equilibrio ritrovato.
Gli iris sbocciano sulla tela ,fragili e fieri, antichi e misteriosi. Portano con sé qualcosa di sacro,come se raccontassero storie che la voce non osa pronunciare.
Ultima notizia un turista si siede su un istallazione artistica ricoperta di Swarovski e la rompe, lasciamo da parte per un attimo il gesto ovviamente stupido e privo di rispetto…parliamo di una sedia ricoperta di Swarovski. La notizia in questione ha suscitato parecchia ilarità.
Il mio pensiero in breve
Se metti una banana la mangeranno ,se metti una sedia si siederanno … se metti un Caravaggio lo ammireranno. Ogni cosa ha il suo destino ,una banana si mangia,una sedia si usa, un Caravaggio… si contempla. Punto
L’ arte contemporanea, in certi suoi aspetti più mediatici o concettuali estremi, ha perso la forza dirompente che aveva quando le provocazioni erano davvero delle rotture.
La banana di Cattelan o le sedie di Ai Weiwei funzionano spesso più come meme culturali che come opere capaci di cambiare davvero lo sguardo. Sono strumenti di marketing artistico, spesso destinati a far parlare ma non sempre a far pensare.
Fontana che taglia una tela nel 1958, o Manzoni che inscatola la propria “merda” nel ’61, lo facevano in un contesto dove nessuno aveva osato tanto. Era scioccante, era rischioso, era provocatorio, costringeva a ripensare l’idea stessa di arte.
Oggi, invece, molte “provocazioni” sembrano autocompiacenti: non sfidano più l’autorità o l’istituzione, ne fanno parte. In molti casi sembrano prodotte apposta per generare scandalo virale, non riflessione.
Questo però non significa che tutta l’arte contemporanea sia vuota o “una presa per i fondelli”. Esistono ancora artisti , spesso lontani dai riflettori che creano opere radicali, toccanti, politiche, intime, sincere. Solo che fanno meno rumore. Il sistema premia la superficie e la spettacolarizzazione.
Ma quando la trasgressione diventa prevedibile, non è più trasgressione.
Solo originali: perché ho scelto di dire addio alle stampe
Nel mondo dell’arte, la possibilità di riprodurre un’opera su vari supporti è una tentazione forte. La stampa offre visibilità, accessibilità e, sulla carta, un’ampia diffusione. Per un po’, anch’io ho seguito questa strada, rendendo disponibili le mie opere su siti che offrivano stampe su carta, tela e altri materiali.
Ma qualcosa non mi convinceva del tutto.
Col tempo, ho capito che il cuore del mio lavoro deve essere l’unicità. Non è solo il risultato finale a contare, ma anche il percorso che porta a quell’opera: il tempo dedicato, la scelta dei materiali, le emozioni che traduco sulla carta.
Le stampe, per quanto ben fatte, non possono restituire la profondità del colore, la delicatezza della texture, la leggerezza di una sfumatura che solo l’originale possiede. Il contatto diretto con la materia pittorica è parte integrante dell’esperienza artistica, ed è proprio questa esperienza che voglio trasmettere a chi sceglie le mie opere.
Inoltre, nel tempo ho visto che la riproduzione in serie toglie valore al lavoro. Un’opera unica ha un’anima, una storia irripetibile che si perde quando viene moltiplicata all’infinito. Per questo motivo, ho deciso di abbandonare le piattaforme che offrivano stampe delle mie creazioni e concentrarmi esclusivamente su pezzi unici.
Chi acquista un mio lavoro sa di avere tra le mani qualcosa di speciale, un pezzo d’arte che esiste solo in quella forma e che porterà con sé tutta l’energia e la passione che metto nel creare. Ed io sarò sicura che il mio lavoro sarà desiderato e apprezzato veramente.
Questo è il valore dell’originale: un legame autentico tra artista e collezionista, senza filtri, senza riproduzioni, solo arte nella sua essenza più pura.
Nel bosco, dove la luce si intreccia con le ombre, si sussurrano storie dimenticate. Qui la natura respira , osserva, sente…
Nel bosco… il tempo sembra fermarsi. Gli alberi con le loro fronde intrecciate filtrano la luce lunare, piccoli dettagli: funghi dalle forme bizzarre…
Qui il silenzio non è mai completo, ma pieno di vita, ogni angolo sembra racchiudere un segreto
Nel bosco…due figure emergono silenziose tra i tronchi: sono lupi. I loro occhi brillano come ambra liquida, fissi e attenti, pieni di saggezza.
Per un istante, il mondo sembra sospeso. In quell’istante, senti di aver toccato qualcosa di puro, come se il bosco ti avesse svelato un frammento della sua anima.
🌸🐝 Oggi voglio condividere con voi il mio ultimo acquerello: un’ape posata su un fiore. Ho scelto di dipingere questo piccolo ma fondamentale protagonista della natura per celebrare il suo ruolo indispensabile nella vita di tutti noi.
Le api, con il loro instancabile lavoro, ci ricordano quanto sia importante rispettare e proteggere l’ambiente che ci circonda. Ho cercato di catturare la loro laboriosita`e la loro forza, un equilibrio perfetto che mi ispira ogni giorno.
Cosa ne pensate? Vi sentite anche voi legati a questi piccoli eroi della natura? 🐝✨
In un giardino nascosto, un Anemone rosa nacque sotto la luce della luna piena. Si dice che il vento, quella notte, sussurrasse incantesimi… Nel primo mattino, il fiore si aprì, rivelando i suoi petali setosi, come se appartenesse a un mondo fatato. Ogni volta che la brezza lo sfiora, si narra che chi lo guarda possa udire un lieve canto, il richiamo di un tempo lontano, dove la natura e la magia erano una cosa sola…
Anemone Rosa, Acquerello cm 24×32 su carta Hahnemühle 300gr
Il vento accarezza dolcemente le foglie mentre il lupo dormiente sogna boschi lontani,dove i fiumi scorrono liberi e la luna illumina sentieri nascosti….
Il lupo dorme…sa che la sua forza è sempre pronta…pronta a risvegliarsi quando è necessario
“Lupo dormiente” Acquerello su carta Hahnemühle 450 gr
Dipingere questo fiore mi è piaciuto particolarmente, il motivo non lo so, è una cosa che non riguarda il risultato finale, se mi riesce più o meno bene ha poca importanza in tal senso, parlo di una sensazione piacevole nell’atto del dipingere…
Narciso era un giovane bello e affascinante. Un giorno, specchiandosi in un lago si innamorò di se stesso, Incapace di separarsi dal suo riflesso, morì di fame e sete, trasformandosi così in un fiore , il Narciso ,che porta il suo nome. Così racconta il mito greco , una storia di vanità, e se il bel narciso ricercasse se stesso e la sua bellezza interiore? Mi piace credere sia così.
In effetti il Narciso rappresenta anche l’autoriflessione e la necessità di guardarsi dentro per trovare la verità e la saggezza.
Simbolo dell’aldilà per gli antichi romani, avevano l’usanza di piantare narcisi sulle tombe dei propri cari defunti.
Il suo nome deriva dal greco ναρκάω, narkào, «stordisco», e fa riferimento all’odore penetrante ed inebriante dei fiori di alcune specie
La giunchiglia fa parte del genere dei Narcisi. Teniamo a mente però che tutte le giunchiglie sono narcisi ma non tutti i narcisi sono giunchiglie. A volte il termine “giunchiglia” viene utilizzato comunemente per definire il narciso.
Il “non ti scordar di me”, noto anche come Myosotis (Myosotis sylvatica) è una pianta ricca di curiosità interessanti:
(Da non confondere con la veronica o occhio della Madonna)
Il nome “myosotis” deriva dal greco e significa “orecchio di topo”, in riferimento alla forma delle foglie.
La pianta è un simbolo di amore e ricordo eterno. È spesso associata al ricordo di persone care e a promesse di non dimenticare qualcuno.
Una leggenda tedesca racconta di un cavaliere e la sua dama che passeggiavano lungo un fiume. Il cavaliere raccolse un fiore, ma cadde nel fiume e, mentre veniva trascinato via, lanciò il fiore alla sua amata gridando “Non ti scordar di me!”.
In epoca vittoriana, i “non ti scordar di me” erano spesso usati negli ornamenti floreali e nei giardini come simbolo di amore sincero e di ricordo.