La via nel bosco
Tra una passione e l’altra, finisco sempre per perdermi tra i banchi polverosi dei mercatini dell’antiquariato. È un vizio lento e gentile, quello di cercare cornici. Mi piacciono quelle con i segni del tempo addosso, come le rughe che raccontano una storia. Di solito custodiscono, ritagli di santi e madonne o damine in posa, piccoli reliquiari di devozioni dimenticate.
Questa volta, però, è stato diverso.
Tra una cornice dorata e l’altra, ne ho trovate due con dentro qualcosa che non mi aspettavo, due piccoli oli su cartone, datati 1939.
Il tempo li ha un po’ velati, ma basta uno sguardo per sentire che lì dentro c’era ancora vita, ancora respiro.
Uno dei due mi ha parlato subito una via che si perde in un bosco, tra luci e ombre un’ esile figura segue quella via.
Non toglierò l’opera, non potrei. È come se mi avesse riconosciuta prima ancora che io riconoscessi lei.
Era lì ad aspettarmi, tra mille oggetti dimenticati.
Lo metterò nel mio studio.
Quella via nel bosco respirerà con me, e sarà custode della quiete che cerco quando dipingo. L’arte, come la vita, non è mai solo creazione è anche incontro, riconoscimento, gratitudine per ciò che resiste al tempo e continua a parlare.
