Questione di dettagli

Mattina proficua , tra qualche step inizio il trip dei particolari , si inizia e non si sa quando si termina , potrei andare avanti all’infinito…e non essere mai soddisfatta.

Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i dettagli; ma dato che questi sono quasi sterminati, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette.
(François de La Rochefoucauld)

Nel mio studio

Dietro le quinte…

Benvenuti nel mio studio , sul cavalletto c’è il lavoro che sto portando avanti in questi giorni , e avrete notato una reflex. Prima postavo brevi video con il cellulare sui vari social ora sento il bisogno di fare il salto di qualità , sia per quanto riguarda la parte fotografica che appunto quella video. La macchina che sto usando è una Canon Eos 200 D , che dire… per chi è alle prime armi a mio avviso è di tutto rispetto con prestazioni buone , maneggevole , leggera , compatta e non eccessivamente costosa. Sono soddisfatta del mio acquisto. Indispensabile per riprendersi durante il lavoro è il supporto da tavolo per telecamera , come potete notare dalla foto è molto versatile perché è agganciato al cavalletto da pittura ed è multiderizionale , l’ho acquistato su Amazon , marca LenTok modello odslr, prezzo acessibilissimo. Spero di aver fornito dei piccoli ma validi e utili spunti… Alla prossima.

“Disegna ciò vedi e non quello che pensi di vedere”

Il disegno non è improvvisazione , soprattutto se ci avviciniamo al realismo e vogliamo riprodurre dal vero o da foto. Il disegno ben fatto  è tecnica e disciplina. La tecnica si impara e senza la disciplina è duro portare a termine dei progetti. Delusione? pensavate all’artista come personaggio fuori le righe ,  il cui modo di dipingere , sembra frutto di improvvisazione ,  di segno casuale? L’esempio più facile pensate a Picasso…vi assicuro che conosceva molto bene le basi del disegno , pensate alla sua famosa frase “a 12 anni sapevo disegnare come Raffaello però ci ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino“.

Anche l’estro o tutto ciò che può sembrarvi improvvisato proviene dallo studio , il vero atto creativo per me è quando si apprendono bene le regole , si digeriscono , si trasformano , fino a sfociare solo in seguito nell’ originalità che contraddistingue l’artista.

Riprendendo il titolo “disegnare ciò che vedi e non quello che pensi di vedere” significa
➡️Imparare ad osservare il soggetto che andremo a riprodurre.
L’osservazione differisce dal guardare perché implica un’ attenzione maniacale… Le forme , le sfumature , i primi piani , i colori , le luci , le ombre , le dimensioni , le proporzioni , ogni più piccolo particolare.
➡️ Capire quale tecnica pittorica può rendere il più fedele possibile il soggetto.
➡️ Capire il materiale più consono da usare , esempio se l’opera sarà su carta , dovremmo conoscere i tipi di carta più appropriati. ( idea per un prossimo articolo)
➡️Capire come procedere per colorare , a sezioni oppure a campiture , a sezioni si colorano dettagliatamente piccole parti e man mano si procede. A campiture per esempio si stende lo sfondo e poi un fondo su tutto il disegno per poi mano a mano procedere con i dettagli.
È un processo veramente lungo l’osservazione , ma è fondamentale.

Hei! Eccomi qua!

Ed eccomi qui , dopo un lungo periodo di ferma.  Ci sono abituata… la mia vita è stata costellata di battute d’arresto ma la mia resilienza ha sempre la meglio ; l’importante è ricominciare sempre. I periodi negativi non risparmiano nessuno e tanto meno una persona tendenzialmente positiva come me. È ora di mettere un po’ d’ordine nel mio studio , è ora di affilare le matite e ammorbidire i pennelli…Ho finito lo studio di cavallo che avevo iniziato tempo fa , non trovando più la foto di riferimento sono andata a braccio, non è sicuramente quel cavallo , ma è stata una buona occasione per riallenare la mano con il pennello.

Studio di cavallo cm 30×30, acrilico su tela

Nuovo studio, ritratto di cavallo a olio.

Studio di cavallo, (l’immagine di riferimento pixabay)

Sfondo, sfondo, sfondo, amo quelli neutri non troppo complessi, un poco sfumati, e non troppo in contrasto con il soggetto principale. Amo i colori delle terre, i verdi, i colori che la natura ci regala.

La natura non fa nulla di inutile. (Aristotele)

Work in progress…cambiamenti

Dopo un po’ di attesa per l’asciugatura sono passata alla terza mano, mi piace vedere il cambiamento pennellata dopo pennellata. La foto di riferimento l’ho presa da Pixabay, e visto che non si tratta di una commissione sto lavorando in modo più libero.

Dipingere “alla prima”

Nei post precedenti sulla pittura ad olio vi ho parlato di quanto sia importante rispettare alcune regole fondamentali ; grasso su magro , spesso su fine , chiaro su scuro . Vi ho parlato della pazienza e dei tempi lunghi che un certo tipo di lavoro comporta. In uno dei post ho scritto di ” bagnato su bagnato” è il modo per finire il dipinto in un’ unica sessione ossia dipingere “alla prima”. Questa tecnica è sicuramente più veloce ma non meno complicata , anzi oltre a dover rispettare tutte le regole , bisogna aver bene presente la teoria dei colori , la sovrapposizione di questi , una buona manualità e avere in testa il dipinto. Uno dei principali errori a cui si può andare incontro dipingendo alla prima è lasciare delle trasparenze qua e la sulla tela (capita anche nella pittura a strati se non vengono rispettati tutti i passaggi) per ovviare a ciò ci può aiutare la stesura di una campitura.

La campitura è la stesura leggera di un colore uniforme ( solitamente è nei toni delle terre) che viene data sulla tela prima di dipingere. Oltre ad aiutare ad evitare un effetto trasparenza non cercato , otticamente aiuta a migliorare la percezione del colore , aiuta a bloccare il disegno sulla tela , soprattutto se è stato eseguito con una matita , la grafite a contatto con la pennellata si tira e sporca. La campitura a seconda del tono di colore che si usa può rendere il lavoro più vibrante ed equilibrato.

Photo by Thirdman on Pexels.com

Altro studio di cavallo

Sto preparato un nuovo studio , l’idea sarebbe quella di realizzarne una versione ad olio ed una a pastelli . Come potete vedere nelle foto per ora ho riportato il disegno su una tela. Il procedimento che seguo solitamente anche per le commissioni è di preparare un disegno dalle proporzioni adeguate alla carta o alla tela , e ricalcarlo sul supporto scelto con una carta copiativa per belle arti , mi raccomando non usate la carta copiativa da ufficio ! La preparazione del disegno su un foglio di brutta serve per non pasticciare sul nostro bel cartoncino costoso e rovinarne la superficie adoperando  magari una gomma e un tratto non proprio preciso.  La gomma anche su un foglio di brutta è da cestinare completamente perché cancellando  il tratto sbagliato lo si risbaglia di nuovo , abbiamo cancellato un riferimento.
Se il ritratto è di piccole dimensioni e se avete tante commissioni da portare avanti  si può stampare l’immagine e ricalcarla direttamente sul supporto. Ma questa ultima opzione è valida solo se si sa disegnare. Solitamente  disegno sul foglio di brutta a mano libera , altre volte mi sono aiutata con la griglia , ma è un metodo che a mio avviso , preciso, parere del tutto personale , non fa acquisire manualità e disabitua l’occhio a capire le proporzioni. Tutto ciò che vedete scritto è ciò che faccio io ,  ognuno con il tempo trova un metodo . Alla fine è il risultato che conta…per il committente…per l’ artista conta anche il percorso con cui ci si arriva e molte volte è lastricato di frustrazioni , non si è mai completamente soddisfatti…

Quando lasci da troppo tempo una tecnica…

Oggi mi sono bloccata , ad un certo punto ho chiuso la foto di riferimento ed ho deciso di andare “a braccio” , il risultato non mi convince ancora completamente ma il gesto della pennellata è tornato più spontaneo…il dipinto non è ancora terminato posto qui il work in progress

Work in progress studio ad olio su tela,(immagine di riferimento Pixabay)

Sulla pittura ad olio…parte 5

Le tre regole…fondamentali

La pittura ad olio richiede tre regole per essere eseguita nel migliore dei modi

  • Grasso su magro
  • Spesso su sottile
  • Chiaro su scuro

Grasso su magro ; per grasso intendo un colore ricco di olio , per magro intendo un colore con pochissimo olio e un po’ di solvente ( il giusto dosaggio lo atterrete con l’ esperienza, mi fermo qui! dovrei entrare in spiegazioni infinite). Alcuni pittori la parte magra la ottengono solo con il solvente , ma secondo me diluire esclusivamente con trementina o acqua ragia senza utilizzare olio non è ottimale , appunto perchè si tratta di solventi e non diluenti. Perciò in parole molto povere la regola ci dice che nelle varie fasi del dipinto bisogna aggiungere sempre più olio. Questo aiuta ad avere un colore luminoso e duraturo , senza crepe nel futuro , ebbene si, se nel proseguo del lavoro si dovesse diminuire l’ olio o addirittura aggiungere un solvente invertiremo il processo da magro su grasso e questo creerebbe delle crepe.

Spesso su sottile ; la prima applicazione di colore dovrà essere sottile e man mano si prosegue , le successive applicazioni dovranno avere sempre più spessore. Se si segue bene la prima regola questa dovrebbe andare in automatico…dovrebbe

Chiaro su scuro ; prima si utilizzano i colori scuri e poi quelli chiari . Le due precedenti regole sono di natura chimica , questa è di natura fisica , è una questione di luce , il dipinto deve avere luce ! ( teoria del colore…prossimamente )

Altra tecnica bagnato su bagnato , riguarda il dipinto “alla prima” …ma ve ne parlo un’ altra volta.