“L’Ibis”

Questa mattina ho terminato l’acquerello e come promesso vi lascio qualche curiosità (cercate sul web) di questo uccello così particolare.

È originario dell’Africa subsahariana. In Egitto, paese in cui adesso è praticamente estinto,  era venerato come simbolo del dio Thot.

Si è naturalizzato anche in Italia lo possiamo trovare lungo i fiumi…dalle mie parti sono numerosi.

È solitamente un tipo silenzioso, ma quando emette dei suoni sono veramente striduli.

In natura ha pochi predatori, soprattutto nelle nostre zone e ama stare in compagnia di altri Ibis.

I primi ibis sacri africani portati in Europa furono una coppia importata dall’Egitto in Francia a metà del 1700. Durante l’Ottocento vi furono i primi avvistamenti di esemplari fuggiti dagli zoo in Europa (in Austria ed Italia).

Le popolazioni selvatiche in Italia potrebbero essere state introdotte dallo zoo Le Cornelle che, all’inizio degli anni ’80, possedeva una colonia libera…ma guarda un po’ ho sempre pensato che fossero migrati direttamente dall’Africa.

Spero vi siano piaciute queste piccole curiosità! Al prossimo acquerello.

“L’ Ibis” Acquerello e ink cm 30×40 su carta Hahnemühle Turner 300gr, acquerelli utilizzati Gansai Tambi kuretake, ink Sakura pigma micron

Ibis Sacro in progress

Mi sto veramente divertendo a dipingere questa creatura così particolare, a lavoro finito scriverò alcune curiosità su questi uccelli.

Lavoro con una palette di colori giapponesi che sto amando molto,  grafici, ricordano l’inchiostro. Sono i Gansai Tambi di Kuratake, hanno una texture opaca e una volta asciutti diventano quasi metallici. Penso utilizzerò per l’intero lavoro esclusivamente la palette dei 6 colori.

Disegno del nuovo acquerello

Ibis sacro

Durante le mie passeggiate con i cani, lungo le rive dei fiumi, nelle nostre campagne, è facile vedere spiccare il volo questi uccelli così particolari. Non li ho mai trovati belli, anzi… Tuttavia, questa mattina, mentre ne disegnavo il ritratto , ho iniziato a vederlo sotto una luce diversa. I dettagli ne hanno rivelato un fascino inaspettato. L’osservazione attenta e la pazienza del disegno mi hanno permesso di apprezzare la loro eleganza e la loro unicità. A volte, la bellezza si nasconde nei particolari.