Ti piacerebbe iniziare a dipingere? Ti lascio due dritte
C’è un momento, prima che il colore tocchi il foglio, in cui tutto si ferma. Hai davanti l’acqua, la carta, la tavolozza. Ma se il pennello non è quello giusto, anche il gesto più ispirato si sgonfia, cade, si perde.
Il pennello per l’acquarello non è un banale strumento da “comprare a caso”. È una bacchetta sottile, che tra le dita diventa prolungamento della tua intenzione. Quando è quello giusto, lo senti subito, asseconda il movimento, trattiene la giusta quantità d’acqua, si stringe in punta quando serve definizione e si apre come un ventaglio nei lavaggi ampi. Quando non lo è, ti ostacola. Ti rallenta. Ti tradisce.
Non serve averne tanti. Ne bastano pochi, ma scelti con cuore e criterio. Pennelli che durano, che rispondono bene ai tuoi tocchi più lievi o decisi, che non si spampanano dopo tre stese d’acqua. La qualità non è un vezzo da professionisti snob, è rispetto per il tuo tempo, per il tuo lavoro, per la bellezza che vuoi creare.
E quando parlo di qualità, non parlo solo di prezzo o marchio famoso. Parlo della coerenza tra quello che vuoi ottenere e quello che il pennello sa darti. C’è chi ama le punte rigide e scattanti, chi le setole morbide. C’è chi si trova meglio con i sintetici, etici, pratici, sorprendentemente validi (I miei preferiti) e chi non riesce a staccarsi dalla delicatezza dei pennelli naturali.
Il punto è: conosci il tuo pennello. Provalo. Ascoltalo. Scopri cosa fa bene e cosa no. E poi scegli: uno per i dettagli, uno per stendere cieli, uno che fa un po’ tutto ma che lo fa bene.
Non ti serve altro. Il resto è spreco, rumore, confusione da cassetto, ci sono passata.
E… non è sempre questione di spendere cifre astronomiche. Fortunatamente, esistono anche pennelli con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che non svuotano il portafoglio ma fanno il loro dovere e lo fanno pure bene. Sono piccole sorprese, spesso firmate da marchi meno noti o da linee “studenti” ben progettate. Certo, i grandi marchi garantiscono eccellenza e affidabilità, e se un giorno vuoi concederti quel “pennello da sogno”, fallo pure. Ma non è obbligatorio né per iniziare, né per crescere.
L’unica vera regola è provare. Toccare, testare, sentire come reagisce sulla carta, come trattiene il colore, come si comporta sotto la pressione del gesto. Ci sono pennelli che costano poco ma sembrano nati per la tua mano. E altri, costosissimi, che non ti danno quel feeling.
Personalmente di pennelli ne ho provati tanti costosi e meno costosi. In questo momento per l’acquerello sto utilizzando dei pennelli bombasino, hanno la particolarità di avere un buon serbatoio che serve per trattenere acqua, e una buona punta, sono sintetici, misura 2,5,8. Personalmente utilizzo il due e il cinque, il numero 8 è praticamente nuovo.
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