Ci sono ritratti che nascono dalla mano, altri che nascono dall’anima. Minny… Il suo sguardo grande e lucido racconta di fiducia e delicatezza, di quella tenerezza che solo gli animali sanno donarci senza riserve.
Nel ritrarla ho cercato di catturare non solo i suoi colori e le sue forme, ma soprattutto la sua presenza, quell’aria vivace e affettuosa che riempie lo spazio intorno a lei. La pelliccia dorata, accesa dalla luce, sembra quasi vibrare, mentre il bianco sul petto diventa simbolo di purezza e lealtà.
Un ritratto non è mai solo una somiglianza. È un ponte invisibile tra chi osserva e chi è rappresentato, un invito a percepire emozioni, ricordi e storie. Minny, con il suo musetto curioso e il corpo un po’ timido, è entrata nel mio foglio come fosse entrata nel mio cuore.
Ogni tratto è un atto d’amore, un tentativo di restituire la gioia che gli animali portano nelle nostre vite. Il ricordo di un’anima piccola e luminosa che ci rammenta quanto sia prezioso il legame con loro.
Minny, pastello cm 24×30
Se ti è piaciuto, non tenerlo per te. L’arte non è un segreto!
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Oggi voglio presentarvi Meo. Un micio davvero speciale, che purtroppo non è più con la sua amica umana, ma che ha lasciato un’impronta profonda e piena di amore.
Meo parlava, sì… nel suo modo tutto felino ma chiarissimo. Aveva lo sguardo intelligente di chi sa ascoltare e rispondere, e sapeva persino dare il cinque con la zampa! Un piccolo gesto che dice tanto del suo carattere affettuoso e giocoso.
La sua umana me ne ha parlato con una dolcezza che mi ha commossa. Così ho deciso di ritrarlo proprio lì, sul suo divano preferito, dove si sentiva a casa e al sicuro. Un modo per rendergli omaggio, per fermare su carta quella presenza così viva.
Quando ritraggo animali che non ci sono più, sento sempre una responsabilità speciale: raccontare con i colori un amore che continua a vivere.
Ciao Meo, resterai sempre nei ricordi e nel cuore di chi ti ha amato.
Come scegliere la foto di riferimento per il ritratto del tuo animale.
Lavoro principalmente su ritratti realistici che catturino ogni dettaglio ed emozione, la scelta della foto di riferimento giusta è fondamentale. Ecco alcuni consigli su come selezionare la foto perfetta:
1 Illuminazione di qualità : Assicurati che la foto abbia una buona illuminazione. La luce naturale è spesso la migliore , in quanto evidenzia i dettagli e le sfumature del soggetto.
2 Espressione naturale: Cerca una foto in cui il soggetto abbia un’espressione spontanea. Evita pose obbligate, non forzare il tuo animale a stare fermo per una sessione di foto, ma impara a catturare alcuni momenti speciali, ti assicuro che questo accorgimento darà al ritratto un’aura veramente speciale.
3 Dettagli chiari: Scegli una foto con dettagli chiari , come occhi , naso e bocca , sono fondamentali! Sono i dettagli che mi aiutano a rendere il ritratto più realistico.
4 Alta risoluzione: Opta per una foto ad alta risoluzione. Più dettagli hai a disposizione , meglio verrà il tuo ritratto… con un buon cellulare si possono scattare bellissime foto.
5 Luce e ombra: Se possibile , utilizza una foto che mostri variazioni di luce e ombra sul soggetto. Questi dettagli aggiungono profondità al ritratto
Ricorda che la scelta della foto di riferimento influenzerà notevolmente il risultato finale del tuo ritratto. Prenditi il tempo per selezionarne una veramente ben fatta.
Ma non preoccuparti se non ottieni una foto perfetta e magari anche un po’ sfocata , opterò per un lavoro dai tratti più artistici che non ti deluderà.
Ritratto finito, l’ho lasciato da parte per un po’ di tempo, ho aspettato che si asciugasse bene per completarlo con gli ultimi particolari, baffi e peletti vari che rendono il tutto più realistico.
Studio naso cavallo, olio su tela, cm 40×50, (riferimento foto Pixabay)
In queste settimane ho ritratto due San Bernardo, questo che vedete nel post, si chiama Ulisse, mi è stato commissionato come regalo, purtroppo questo gigante buono è mancato alla sua famiglia, sarà certamente una sorpresa molto commovente, mi è stato raccontato che era molto amato. Il secondo San Bernardo lo pubblicherò più avanti, alcuni ritratti sono regali di Natale di conseguenza non posso mettere nemmeno work in progress sulle mie pagine.
I due ritratti sono stati realizzati a pastello e matite colorate, su due carte diverse, una sulla canson Mi teintes e l’altro sulla Pastelmat, (è in assoluto la mia preferita, in genere è la carta più usata dai pastellisti, quando la si prova difficilmente la si lascia)
Tempo fa ho scritto un articolo sull’importanza della carta, metto il link
Fin da piccola ho nutrito una grande empatia verso gli animali, la loro presenza mi fa sentire bene, in pace…Con i miei simili invece sono molto selettiva e tendo a frequentare persone che “mi fanno bene”…
Il mio motto è “Tutti gli animali si meritano di diventare un’opera d’arte”…. tutti gli esseri viventi lo sono già e il grande immenso unico artista la conosciamo…la Natura.
I miei primi ritratti , avevano caratteristiche favolistiche e colori molto brillanti, nel corso degli anni mi sono avvicinata ad una rappresentazione più realistica… Probabilmente per alcuni sono passata dall’ essere libera e visionaria al porre dei limiti alla mia pittura semplicemente perché riproduco una foto… mi soffermo troppo sul pelo, per così dire(ahahah)…A dirla tutta mi sento più libera ora.
In quella pelliccia che cerco di riprodurre sapessero quanta osservazione, in quegli occhi quanto studio c’è, tutta la mia voglia di fare fluire il mio messaggio d’ amore per la natura, che è bella per com’è e non ha bisogno di stravolgimenti.
Uno dei miei prossimi progetti in cantiere sarà di unire i ritratti di animali domestici e non ad informazioni e curiosità su questi… un modo per divulgare ulteriormente la bellezza di cui facciamo parte. Vuol essere anche un modo per creare interesse verso alcuni animali che ai più sono sconosciuti.
Mai come in questi tempi, dove il cambiamento climatico, dove noi sapiens sapiens ci stiamo accorgendo che non possiamo più essere il centro del mondo, ma è nostro dovere apprendere assolutamente a rifarne parte, sviluppare una visione biocentrica… mai come in questi tempi c’è bisogno di una consapevolezza maggiore su questo, e sento il bisogno di dare ancora di più il mio contributo attraverso la mia arte, i miei social, il mio blog,il rapporto con i miei animali, che chi mi segue sa come scandiscono ogni secondo della mia vita per non parlare degli studi che sto intraprendendo in Etologia Relazionale ® https://etologiarelazionale.it/
Alla richiesta del ritratto percepisco tutto l’amore… e il dolore… in certi casi ,del committente… Osservo scrupolosamente la fotografia che mi viene mandata, la osservo appena alzata mentre sorseggio un caffè, prima di coricarmi apro la porta dello studio e la guardo ancora… i committenti mi regalano racconti dei loro animali , e li ringrazio per questo, per rendermi degna e partecipe di entrare in un così importante pezzo della loro vita…
È guardando gli occhi che riconoscono il loro amico nel ritratto ,e rivivono quell’ emozione che è unica e appartiene esclusivamente a loro.
Da anni la frase che sento più spesso è ” È Lui (o lei) …GLI OCCHI!…da qui capisco che ho portato a termine un buon lavoro , sono riuscita a cogliere un poco del loro ANIMA-LE.
La pittura ad olio richiede tre regole per essere eseguita nel migliore dei modi
Grasso su magro
Spesso su sottile
Chiaro su scuro
Grasso su magro ; per grasso intendo un colore ricco di olio , per magro intendo un colore con pochissimo olio e un po’ di solvente ( il giusto dosaggio lo atterrete con l’ esperienza, mi fermo qui! dovrei entrare in spiegazioni infinite). Alcuni pittori la parte magra la ottengono solo con il solvente , ma secondo me diluire esclusivamente con trementina o acqua ragia senza utilizzare olio non è ottimale , appunto perchè si tratta di solventi e non diluenti. Perciò in parole molto povere la regola ci dice che nelle varie fasi del dipinto bisogna aggiungere sempre più olio. Questo aiuta ad avere un colore luminoso e duraturo , senza crepe nel futuro , ebbene si, se nel proseguo del lavoro si dovesse diminuire l’ olio o addirittura aggiungere un solvente invertiremo il processo da magro su grasso e questo creerebbe delle crepe.
Spesso su sottile ; la prima applicazione di colore dovrà essere sottile e man mano si prosegue , le successive applicazioni dovranno avere sempre più spessore. Se si segue bene la prima regola questa dovrebbe andare in automatico…dovrebbe
Chiaro su scuro ; prima si utilizzano i colori scuri e poi quelli chiari . Le due precedenti regole sono di natura chimica , questa è di natura fisica , è una questione di luce , il dipinto deve avere luce ! ( teoria del colore…prossimamente )
Altra tecnica bagnato su bagnato , riguarda il dipinto “alla prima” …ma ve ne parlo un’ altra volta.