Sono un’artista indipendente.
Dipingo e scrivo come si lavora con il tempo… senza forzarlo. Le mie opere nascono da un ascolto lento, da ciò che resta quando il rumore si ritira. Non produco in serie, non seguo cicli prestabiliti. Alcuni lavori, quando trovano il momento giusto, vengono resi disponibili alla vendita come opere originali uniche.
La lince fa le fusa…proprio come il gatto, una delle curiosità che ho letto di su questo felino.
Ho anche scoperto che il famoso “occhio di lince” è solo una diceria, ha una buona vista ma a quanto pare non così eccellente. Si appoggia più sull’udito, visto l’ambiente di foresta in cui vive…siete già stati in un bosco? Un luogo con poca luce ma ricchissimo di rumori, basta soffermarsi ad ascoltare ed è incredibile la quantità di suoni che si possono percepire.
Non chiedetemi perché ho iniziato da destra verso sinistra…i misteri dell’ artista (ahaha)
Breve video…mi piace lavorare sugli occhi, non per essere banale ma sono realmente lo specchio dell’anima, rendono il soggetto riconoscibile. Lavorare bene sulla pelliccia e tanti altri particolari è apprezzabile, ma gli occhi sono tutto. Quando eseguo i ritratti su commissione è in primis dallo sguardo dove le persone riconoscono il loro animale…
Partiamo con il dire che non amo postare i primissimi step dei disegni, sembrano degli scarabocchi. Soprattutto sto con l’ansia che non venga letto il post… Ma questa volta non voglio scrivere curiosità tecniche, ma voglio raccontarvi step dopo step qualcosa sul soggetto.
Prima curiosità sulla Lince
Appartiene alla famiglia dei Felidi appartenenti alla sottofamiglia Felinae. Si distinguono facilmente dai loro simili per le orecchie triangolari terminanti con un ciuffo di peli neri.
Il nome lince, nello specifico “lynx”, deriva da un termine antico lewk, che significa “luminoso” probabilmente per la straordinaria capacità di questo animale di vedere al buio. Nell’antica Grecia il termine è diventato lunx e modificato nuovamente dal latino in lynx. (dal web)
Work in progress Lince, cm 24×30 Pastelli su carta Pastelmat
Ieri vi ho chiesto di indovinare il misterioso felino…eccolo qua! si tratta di una Lince, a breve inizierà a prendere vita con il colore…ad ogni work in progress posterò qualche curiosità su questo bellissimo animale.
Curiosità sul disegno… Non disegno mai direttamente sulla carta o sulla tela, preparo il disegno su un foglio meno pregiato e poi trasferisco, così evito di rovinare una carta più pregiata con sfregature di gomma che possono alterare la superficie della carta e renderla meno “accogliente” nell’accettare gli strati di colore.
(per la foto di riferimento ringrazio Dani Egli/ Pixabay)
Riflessione sul tubetto del colore…oggi entriamo nel nostro studio scegliamo i colori e li spremiamo sulla tavolozza o nella confezione del Philadelphia (mai buttare niente!)… Prima del 1841 non era esattamente così semplice, si macinava finemente la materia prima, l’unione con gli oli, la conservazione…personalmente trovo tutto molto romantico, mi da questa sensazione di lentezza, di calma, di cosa ragionata. Poi arriva un certo John Goffe Rand un artista americano non troppo conosciuto e rivoluziona il mondo della pittura con l’invenzione del tubetto a compressione. Il tubetto è comodo te lo puoi portare ovunque, nasce la pittura “En plein air” (letteralmente all’aria aperta)…
“Realizzato in latta con tappo a vite, il tubo era trasportabile, sicuro, richiudibile e leggero e, soprattutto, le vernici all’interno restano in condizioni stabili e lavorabili per un periodo di tempo indefinito. “(John Goffe Archives)
“Le vernici in tubi, essendo facili da trasportare, ci hanno permesso di lavorare dalla natura, e solo dalla natura. Senza colori in tubi non ci sarebbero Cézanne, Monet, Pissaro e Impressionismo.” (Jean Renoir, Renoir: Mio padre Mercury House, 1988)
Per studio intendo il lavoro su un soggetto non commissionato,solitamente mi avvalgo di foto scattate da me o di libero utilizzo messe a disposizione da siti dedicati, dove non c’è bisogno di attribuzione all’autore.(Personalmente io menziono sempre il fotografo, se è possibile)
Nello studio sperimento e approfondisco una tecnica, è un lavoro dove posso approcciarmi liberamente discostandomi anche dall’originale o al contrario ricercare un tratto sempre più preciso. È una sorta di “allenamento artistico”
Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40 (Riferimento foto Erik McLean – Pexels)
Una breve riflessione dopo aver letto qua e la cosa significhi fare Arte. Sento spesso dire che copiare da una foto non è fare arte (guarda caso sempre da chi pensa che schizzare due colori a caso lo sia, ricordando che prima di schizzare colori a caso, bisogna conoscere le basi) …
Rispondo con una frase di Aristotele…“l’arte è un classico esempio di imitazione della natura, che porta conforto, gioia e nello stesso tempo trasmette nuove conoscenze, che di norma sono nascoste entro l’animo umano”.
La copia fine a se stessa si vede… si sente.. la gente comune si accorge se stai lavorando tramite uno sterile meccanismo stilistico… si accorge se interpreti un sentimento… si accorge se ci metti il tuo sentimento. (Umby)
Work in progress…grazie per la foto di riferimento di Erik McLean Pexel
Finitaaaa!!! Mi è piaciuto ritrarre questa cucciolotta dolcissima. Ora devo attendere che si asciughi completamente prima di spedirla. La committente è stata entusiasta, sono veramente contenta e carica per il prossimo lavoro.
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