“Impermanenza”

Titolo : Impermanenza

In questa opera il tempo non distrugge, trasforma.

La materia scorre da uno stato all’altro, senza confini netti.

Ciò che sembra finire, continua altrove.

C’è un momento, sospeso e quasi impercettibile, in cui smettiamo di pensare al tempo come a una linea e iniziamo a sentirlo come una materia. In questa opera, la clessidra non misura. Non scandisce. Non impone una fine.

La sabbia è terra che scivola per trasformarsi.

Le radici insinuano una possibilità…qui l’ edera non è invadente.

Riconosce ciò che le appartiene, anche dentro il vetro, anche dentro ciò che credevamo chiuso.

 Quell’ombra appena accennata, quasi un ricordo  che suggerisce ciò che siamo abituati a temere: la fine, la perdita, il dissolvimento.

Impermanenza  è continuità senza forma stabile.

Viviamo cercando di trattenere: oggetti, momenti, persone, perfino versioni di noi stessi.

Ma ogni tentativo di fermare il flusso crea solo attrito. E l’attrito, lentamente, consuma.

Non tutto ciò che finisce, davvero finisce. Trasformazione non è nel passaggio da uno stato all’altro, ma nella nostra capacità di non opporci. Lasciare che qualcosa si dissolva per fare spazio.

Qualcosa, prima o poi, germoglia.

Impermanenza, gouache su faesite