Titolo: Humus
Gouache su tela
“Nulla si perde, tutto si trasforma”
C’è una soglia silenziosa tra ciò che finisce e ciò che comincia, una zona d’ombra, fertile, dove le forme si disfano e il senso cambia pelle, lì nasce l’humus; la materia che ha smesso di essere ciò che era, ma non smette di esistere.
Guardiamo ciò che cade, una foglia, un corpo, un’idea e lo chiamiamo fine. Ma la terra non conosce questa parola. Lei accoglie, disgrega, rimescola. Nulla si conserva intatto, e proprio per questo tutto continua, la perdita è solo una forma imperfetta del nostro sguardo.
In questo spazio di trasformazione, anche il tempo si comporta diversamente. Non scorre in linea retta…si piega, ritorna, sedimenta. Ciò che è stato si deposita, si scioglie, entra in circolo. Diventa nutrimento per qualcosa che ancora non ha un nome.
L’humus è un linguaggio lento un’ibridazione continua.
Noi siamo parte di questo processo. Le esperienze che crediamo perdute relazioni finite, versioni di noi stessi abbandonate, fallimenti, non scompaiono, cambiano stato. Si depositano in profondità, dove non possiamo più distinguerle, ma da cui continuiamo a emergere.
“Nulla si perde, tutto si trasforma” non è una frase consolatoria. È una legge silenziosa, indifferente ai nostri desideri di permanenza. Non promette di restituirci ciò che abbiamo amato nella stessa forma.
Humus è una soglia oscura e feconda, perché ciò che crediamo di perdere, in realtà, sta già diventando altro.
