Tra le foglie d’ edera anche la morte respira…la memoria che continua a crescere…
Memoria è ciò che non si arresta
Tra le foglie d’edera anche la morte respira non vuole essere una provocazione.
Siamo abituati a pensare la morte come interruzione. Esiste un prima e un dopo. Ma l’edera con la sua ostinazione vegetale, con la sua crescita lenta e inesorabile introduce un’altra lettura; quella della continuità.
L’edera avanza, si arrampica, avvolge. Non distrugge nel senso violento del termine, ingloba. Trasforma le superfici in memoria viva. Ciò che tocca non scompare, viene trattenuto in una nuova forma.
In questo senso, la morte nell’opera non è un punto finale, ma una soglia porosa.

